Torino brucia, Mirafiori non fa eccezione. Mentre la città fa i conti con blackout e temperature da bollino rosso, dentro lo stabilimento Stellantis la situazione comincia a farsi seria. Stavolta il problema non riguarda le linee di produzione, già ferme per altri motivi, ma gli uffici e le aree tecniche dove lavorano impiegati, ingegneri e personale di progettazione.
A denunciarlo sono Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Aqcf, che hanno alzato la voce sullo stato degli impianti di climatizzazione: guasti, malfunzionanti o semplicemente insufficienti a contrastare un’ondata di calore che fuori non accenna a mollare.

Le zone più critiche sarebbero gli uffici del Corpo 5 e alcune aree del Centro Ricerche Fiat di via Plava, dove si svolgono attività di progettazione ingegneristica. In diversi locali le temperature avrebbero superato i 30 gradi, con punte ancora più alte negli spazi tecnici. Non esattamente le condizioni ideali per chi deve lavorare al computer otto ore al giorno.
A complicare il quadro si è aggiunto un dettaglio che ha fatto saltare i nervi a più d’uno. In alcuni distributori sarebbe terminata l’acqua potabile. In piena emergenza caldoe all’interno di uno dei siti industriali più grandi d’Italia, non è proprio accettabile.
La richiesta dei sindacati è diretta: ripristinare immediatamente gli impianti, verificare le condizioni degli ambienti e garantire acqua potabile in tutte le aree interessate. Niente di fantascientifico, verrebbe da dire, eppure sembra necessario metterlo nero su bianco.
Il caso si inserisce in un momento già tutt’altro che sereno per Mirafiori: le carrozzerie sono ferme almeno fino a lunedì per carenza di componenti, a sua volta legata alla chiusura dello stretto di Hormuz, e lo stabilimento accumula tensioni su più fronti contemporaneamente.

Questa volta, però, la questione non tocca i numeri della produzione né le strategie industriali di Stellantis. Tocca qualcosa di più semplice e più urgente: la dignità di chi entra ogni mattina in quello stabilimento e dovrebbe poter lavorare in condizioni sicure.
