Marelli torna sui giornali, e stavolta il contesto è quello di chi vende per pagare i debiti. Secondo Bloomberg, Stellantis e Nissan starebbero valutando l’acquisto di asset selezionati del gruppo, con trattative che per ora sembrano muoversi su binari separati e senza alcuna conferma ufficiale dai diretti interessati.

Il perimetro degli interessi è abbastanza definito. Stellantis avrebbe messo gli occhi sulla divisione sospensioni, con attività in Italia e in altri Paesi, un asset che potrebbe integrarsi in una logica di consolidamento industriale mirato sui futuri modelli del gruppo.
Nissan, invece, guarderebbe alle attività legate all’abitacolo in Giappone, settore storicamente sensibile per la casa di Yokohama, che con Marelli intrattiene rapporti industriali da lungo tempo. Per Nissan, garantire continuità a quelle forniture non è un dettaglio: è una priorità strategica in un momento in cui il costruttore sta cercando di ritrovare la rotta in un mercato sempre più competitivo.

Marelli non è un fornitore qualunque, e questo complica tutto. Il gruppo, nato nel 2019 dall’integrazione tra Calsonic Kansei e Magneti Marelli sotto il controllo del fondo KKR, è un nodo della filiera globale dell’auto che tocca stabilimenti, catene di fornitura e piani produttivi di diversi costruttori. Una sua riorganizzazione disordinata avrebbe effetti a cascata difficili da contenere.
La situazione finanziaria, però, non lasciava molte alternative. A giugno Marelli ha presentato istanza di fallimento negli Stati Uniti attraverso la procedura “Chapter 11”, indicando tra le cause il deterioramento del quadro commerciale internazionale, i dazi e una forte esposizione alle dinamiche di import-export, fattori che negli ultimi mesi hanno messo sotto pressione buona parte della filiera automotive globale.
Le discussioni sono ancora aperte e un accordo definitivo non è affatto scontato. Stellantis e Marelli hanno scelto il silenzio, lasciando il futuro del gruppo sospeso tra cessioni mirate, nuove alleanze e la possibilità concreta che la storia di Magneti Marelli, un nome che nell’industria italiana dell’auto pesa quanto pochi altri, si chiuda o si riscriva in modo molto diverso da come era cominciata.
