Sembrava un addio strappalacrime quello di alcuni mesi fa, momenti che sembrano già tributare un saluto difficile alle vecchie glorie. E invece era solo un “arrivederci” mal calcolato. Dopo l’annuncio shock della loro uscita di scena nella scorsa primavera, le Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio hanno fatto un clamoroso dietrofront. I due modelli sono infatti presenti nel configuratore ufficiale.
Chissà se proprio le “proteste” degli appassionati orfani del propulsore endotermico hanno convinto i vertici di Arese che le pile possono anche attendere il 2028. D’altronde, la strategia ora è multi-energia, ovvero, per fortuna, c’è ancora la benzina.

Il pezzo forte della rinascita è stata recentemente la serie speciale Giulia Quadrifoglio Luna Rossa. Sotto il cofano si celebra il ritorno gradito anche sul listino per comuni mortali. Il motore 2.9 V6 Bi-Turbo di derivazione Ferrari non solo resta al suo posto, ma si concede un upgrade a 520 cavalli.
Con un angolo di 90 gradi e un’architettura in alluminio, questo motore garantisce un bilanciamento dei pesi 50/50 sulla Giulia, che pesa solo 1.524 kg grazie all’uso massiccio di fibra di carbonio. Lo scarico Akrapovič opzionale promette acustiche acute in accelerazione e quel borbottio roco che nessun sintetizzatore elettrico potrà mai replicare.
La meccanica d’autore non scherza. La Giulia tocca i 307 km/h, mentre lo Stelvio, grazie alla trazione integrale Q4, brucia lo 0-100 in 3,8 secondi. Il tutto gestito dal cambio ZF a 8 rapporti e dal sistema Chassis Domain Control.

I prezzi, sul sito ufficiale in “promo” con circa 14.000 euro di sconto, sono quelli di una linea evidentemente premium. Per portarsi a casa la berlina servono 89.566 euro, mentre per il SUV l’assegno sale a 97.135 euro.
Giulia e Stelvio Quadrifoglio sono disponibili in sei tinte storiche, dal Rosso Etna al Verde Montreal. Queste due meraviglie, prossime alla rivoluzione, dimostrano che l’eccellenza italiana non è ancora pronta a essere collegata a una spina.
