Batterie auto elettriche: la scoperta che soddisfarà la domanda di fosfato per 50 anni

M Magarini
È stato scoperto un deposito di fosfato sufficiente a soddisfare la domanda di fosfato per la produzione di auto elettriche per 50 anni
Batteria auto elettriche

Quando si parla di auto elettriche, una delle preoccupazioni più ricorrenti riguarda i materiali utilizzati per la loro produzione. Difatti, minerali quali il cobalto e il nichel, essenziali nella realizzazione delle batterie NCA, sono piuttosto scarsi in natura. Dato tale presupposto, i player della filiera hanno preso in considerazione pure delle strade alternative, tipo il fosfato di ferro di litio, meglio conosciuto con l’acronimo LFP.

Fosfato, il tesoro nascosto che risolverà il problema delle batterie per auto elettriche

Batterie Auto elettriche
Batterie Auto elettriche

Tuttavia, nemmeno questa soluzione è priva di criticità. Difatti, le aziende produttrici di articoli di vario genere, come gli accumulatori di pannelli solari o di fertilizzanti, ambiscono agli stessi materiali. Ecco perché non sembra esserci una soluzione efficace e duratura, capace di spazzare via ogni timore in un sol colpo.

Di recente, è stato rilevato un deposito di roccia fosfatica, che sembra avere tutto il potenziale per contribuire a risolvere parte delle problematiche per i prossimi decenni. La scoperta, compiuta dalla società norvegese Norge Mining, riguarda un deposito di 77,1 miliardi di tonnellate del materiale nel sud-ovest dello Stato scandinavo. Stando alle analisi compiute dagli addetti ai lavori, la fornitura darà modo di soddisfare il fabbisogno di accumulatori per auto elettriche, batterie solari e fertilizzanti per circa mezzo secolo.

La prevalenza della roccia fosfatica estratta su scala globale trova ricorso nella formulazione di fertilizzanti commerciale. Trattato chimicamente, permette di ottenere acido ortofosforico, la forma di fosfato consumabile dalle piante. Ciò aiuta a favorire la crescita delle radici e la maturazione delle piante in contesti agricoli. Altrimenti, la roccia fosfatica è impiegata nella creazione di acido fosforico purificato (PPA), poi riscaldato con sali di ferro e litio. Da ciò ne deriva l’LFP poi adoperato nella creazione dei pacchi batteria dei pannelli solari e delle auto elettriche.

I leader dell’estrazione di fosfato hanno messo in guardia circa la carenza di minerali, potenzialmente in grado di minacciare il mercato LFP già nel 2026 e diventare grave entro il 2028. Per la realizzazione di acido fosforico purificato serve materia prima in abbondanti quantità, segnalano gli addetti di settore. Il fosforo proveniente dalla Cina, dal Vietnam e dal Kazakistan comporta altresì delle criticità, di cui tener conto nelle stime dei danni arrecati all’ambiente, riferisce il fondatore di Norge Mining, Michael Wurmser.

Dunque, la sostenibilità inizierebbe nel terreno, durante l’estrazione dei materiali. Ridurre la necessità di importare materiale dall’Asia porterà pure a un calo delle emissioni di carbonio del fosfato. Attualmente Norge Mining è intenta a ottenere i lasciapassare normativi. Sebbene la Norvegia abbia accettato di accelerare i progetti inerenti alle materie prime di settore, Norge Mining potrà passare alla fase successiva soltanto una volta dimostrata la fattibilità economica e la sicurezza.  

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