Bonus wallbox auto elettrica, ci chiedono l’estratto conto: perché?

Ippolito Visconti Autore News Auto
Mistero bonus wallbox auto elettrica: il contributo a privati e condomini, così da comprare e installare infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati a batteria.
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Mistero bonus wallbox auto elettrica: il contributo a privati e condomini, così da comprare e installare infrastrutture per la ricarica dei veicoli alimentati a batteria. Per avere il rimborso della colonnina da parte dello Stato, abbiamo provato a fornire il bonifico fatto al montatore. No, non va bene: esigono l’estratto conto trimestrale (lo dice il ministero delle Imprese. Perché?

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Di che si tratta 

Al via l’8 luglio, alle 12: a disposizione 20 milioni, per installazioni effettuate dal 1° gennaio 2024. Parliamo del bonus colonnine domestiche, un contributo pari all’80% del prezzo di acquisto e posa delle infrastrutture per la ricarica. Il limite massimo del contributo è di 1.500 euro per gli utenti privati e fino a 8.000 euro in caso di installazione sulle parti comuni degli edifici condominiali. Gli interessati presentano la domanda tramite la piattaforma online, all’indirizzo indicato prima dell’apertura dello sportello. L’accesso può essere effettuato tramite sistema pubblico di identità digitale (SPID), carta d’identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS). Poi si procede alla compilazione del modulo elettronico seguendo la procedura guidata.

Quali documenti necessari per la domanda di richiesta del contributo 

Per gli utenti privati, sono necessari, fra l’altro:

1) il codice fiscale e il documento d’identità del richiedente; 

2) copia delle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica;

3) estratti del conto corrente dal quale risultino i pagamenti connessi alle fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione dell’infrastruttura di ricarica. Ecco. Perché? Abbiamo il bonifico. Che se ne fanno degli estratti? Possiamo dare l’Iban per l’accredito: non sarebbe sufficiente?

In mancanza dell’estratto conto al momento della presentazione della domanda, devi fare così:

1) allegare la richiesta di emissione dell’estratto conto per il periodo di riferimento inviata all’istituto di credito;

2) allegare una lista movimenti con evidenza dei pagamenti effettuati per l’acquisto e l’installazione delle infrastrutture di ricarica, riportante timbro dell’istituto di credito e firma del funzionario incaricato su ogni pagina, attestanti la validità del documento. 

Occhio: l’estratto conto potrà essere richiesto durante l’espletamento dei controlli (decreto direttoriale 12 giugno 2024). Insomma, prima o poi, l’estratto lo esigono.

Opere strettamente necessarie: cioè?

Quale rimborso. Il bonus è previsto per l’acquisto e la messa in opera di infrastrutture di ricarica: tutt’e due, non o una o l’altra. Comprese le spese per l’installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, ma anche gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio. Dentro, le spese di progettazione, di direzione lavori, di sicurezza e dei collaudi. Inclusi i costi per la connessione alla rete elettrica, tramite attivazione di un nuovo POD (point of delivery). Problema: quali sono le opere edili strettamente necessarie? Molto difficile a dirsi. È soggettivo.

Problema: con gli incentivi di giugno 2024, c’è stato il boom di vendite di elettriche. Le richieste di bonus wallbox andranno alle stelle. I soldi nel fondo sono pochi. Fate in frettissima: si dà precedenza in base all’ordine cronologico.

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