Auto cinesi a benzina: ecco perché quasi tutte adottano un motore 1.5 litri

La maggior parte delle auto cinesi a benzina adottano un motore 1.5 litri: ecco perché è così popolare.
Motore 1.5 litri Cina Motore 1.5 litri Cina

Quasi tutte le auto termiche cinesi arrivate sul mercato europeo e italiano montano un motore benzina da 1.5 litri, una coincidenza solo apparente che in realtà riflette una combinazione di ragioni tecniche, industriali e fiscali che ha portato questa cilindrata a diventare lo standard di riferimento per i costruttori della Repubblica Popolare.

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Una quota rilevante di questi propulsori viene sviluppata da Chery attraverso la divisione Acteco, che si avvale anche della collaborazione dell’austriaca AVL, tra i nomi più riconosciuti al mondo nell’ingegneria motoristica. Le unità Acteco equipaggiano vetture di marchi come Omoda e Jaecoo, ma anche realtà presenti in Italia come DR ed EVO.

Motore 1.5 litri Cina
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MG, uno dei brand cinesi più venduti nel nostro Paese, utilizza a sua volta motori 1.5 litri sulle proprie vetture termiche, prodotti in questo caso da SAIC Motor, che in alcune attività collabora con General Motors e fornisce anche i 1.5 impiegati da BYD. Great Wall Motor sviluppa invece i propri propulsori internamente, mentre altri motori di questa cilindrata escono dalle linee di gruppi come Changan e JAC.

La scelta di concentrarsi proprio su 1.5 litri e non su cilindrate vicine come 1.2 o 1.6 risponde a un equilibrio che i costruttori cinesi considerano ottimale per auto di segmento B e C. La cilindrata è sufficiente a garantire una buona elasticità nell’uso quotidiano senza penalizzare troppo consumi e costi di gestione, mantenendo al tempo stesso una semplicità progettuale che favorisce la produzione su larga scala.

A rendere questa soglia ancora più conveniente interviene un fattore fiscale specifico del mercato cinese, dove le regole sulla tassazione dei veicoli risultano particolarmente favorevoli per le auto equipaggiate con motori di questa cilindrata, spingendo i costruttori a concentrare su di essa una parte molto ampia della produzione.

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Va ricordato che fino a qualche anno fa diversi motori 1.5 montati sulle auto cinesi portavano il marchio Mitsubishi, anche se in molti casi il legame con il costruttore giapponese era rimasto più che altro nominale, con produzione e impostazione industriale ormai profondamente cambiate. Alcune eccezioni continuano a utilizzare propulsori Mitsubishi, come nel caso di EMC, Forthing Friday e Cirelli, ma si tratta di situazioni sempre più residuali in un panorama dove la capacità produttiva autonoma dei gruppi cinesi è cresciuta in modo molto rapido.

Il risultato è che il 1.5 benzina si è trasformato nel motore dominante per le auto termiche cinesi grazie alla convenienza tecnica su modelli compatti e medi, vantaggi fiscali nel mercato interno e una standardizzazione industriale che permette di abbattere i costi producendo volumi enormi su una singola famiglia di propulsori.