BYD sembra volere disperatamente un “pezzo” di Renault: i francesi chiudono la porta

BYD ha tentato due volte di entrare in Renault, cercando tecnologie, ma Parigi ha bloccato tutto. Il corteggiamento respinto.
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BYD ha bussato due volte alla porta di Renault e due volte le è stato detto di no. Secondo quanto riportato da Les Echos, il colosso cinese ha tentato in due occasioni distinte di ottenere la propria quota nel gruppo francese, offrendo capitali in cambio di accesso alle tecnologie su propulsori elettrificati e batterie.

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Il primo tentativo risale all’era Luca de Meo, il secondo all’autunno 2025, quando Stella Li, numero due di BYD, ha incontrato il presidente uscente Jean-Dominique Senard. Colloquio presentato come una potenziale partnership tecnologica. Le fonti interne citate dal giornale francese raccontano però un’altra storia: BYD cercava il controllo, non la collaborazione.

byd, stella li
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La mossa sarebbe comunque ambiziosa, oltre che contorta. Renault è legata a Geely, uno dei principali rivali di BYD in Cina, attraverso la joint venture Horse e una rete di accordi che si estende fino alla Corea del Sud. Chiedere a Renault di aprire le porte significa, in qualche misura, chiedere a un alleato di Geely di cambiare schieramento.

C’è poi il nodo francese, che è anzitutto politico. Lo Stato francese detiene il 15,01% del capitale di Renault, Nissan Finance il 15%, i dipendenti il 6,12%. Un assetto che rende qualsiasi operazione ostile, o anche solo non concordata, una questione che passa inevitabilmente per Parigi.

Eppure il gruppo francese rimane un obiettivo industrialmente appetibile. Nel 2025 ha venduto oltre 2,33 milioni di veicoli a livello globale, in crescita del 3,2% sull’anno precedente: 1,63 milioni sotto il marchio Renault, 697mila targati Dacia. In Europa ha conquistato una quota del 5,7% nel segmento auto e veicoli commerciali leggeri, piazzandosi al secondo posto.

renault stabilimento
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Nel frattempo, i competitor si muovono. Stellantis collabora con Dongfeng su progetti destinati al mercato europeo ed è azionista di Leapmotor, con sinergie che vanno ben oltre quelle costruite da Renault con Geely. Geely stessa detiene quasi il 10% di Mercedes, con un’influenza sulla strategia del marchio tedesco che non è solo simbolica.

BYD, invece, continua a fare la voce grossa fuori casa, anche perché dentro le cose stanno andando meno bene: le vendite sul mercato interno sono in calo dall’inizio del 2026. Il mercato americano è ormai fuori portata. E Maserati, secondo la stessa Stella Li, resta apprezzabile ma non alla portata l momento.