È servito tanto studio e tanto lavoro prima di ottenere un risultato, di questi tempi, eccezionale, oltre che utile per liberarsi di scomode dipendenze minerarie. Per la precisione, oltre 85mila ore di ingegneria per dire addio alle terre rare. Il nome del responsabile indiano del progetto è Vimag Labs e ora ha anche un importante brevetto per dimostrarlo.
La startup deep-tech di Bengaluru ha ottenuto dalla Indian Patent Office il riconoscimento della sua piattaforma Virtual Magnet Synchronous Motor (VMSM). Il titolo del brevetto è tecnico quanto basta per non spaventare nessuno: “Un robusto motore sincrono avviato da un trasformatore rotante e il relativo controllo”. Più semplicemente, un motore elettrico sincrono che funziona senza magneti permanenti in terre rare, sostituiti da campi magnetici generati via software attraverso elettronica di potenza e algoritmi di controllo.

Il punto, lo sappiamo, non è affatto banale. Le terre rare, neodimio, disprosio, praseodimio, sono il nervo scoperto della mobilità elettrica globale. La loro estrazione è concentrata geograficamente, la catena di approvvigionamento è fragile, e ogni tensione geopolitica si ripercuote sui costi di produzione dei motori.
Vimag sostiene di poter replicare le prestazioni di un motore a magneti permanenti convenzionale senza toccare quei minerali. Se la promessa regge sul campo, farebbe di quella indiana una proposta di valore strutturale per qualunque OEM che voglia ridurre l’esposizione a forniture critiche.
Con questo brevetto il portafoglio IP dell’azienda sale a cinque brevetti concessi, dieci domande pendenti e quindici marchi registrati, un’architettura di protezione che copre motori, software di controllo, power electronics e applicazioni verticali specifiche. Non male per una startup che opera dallo stato indiano del Karnataka.

I pilot in corso coinvolgono produttori di due ruote e autovetture. L’orizzonte è quello dei veicoli commerciali leggeri, lavoro pesante e applicazioni industriali nella fascia tra 200 e 600 kW. Sul tavolo anche robotica, difesa e sistemi di raffreddamento, un’estensione di mercato che trasforma Vimag da fornitore automotive di nicchia a player di tecnologia abilitante.
Manish Seth, co-fondatore e CEO, ha inquadrato il brevetto non come un traguardo ma come infrastruttura commerciale: base per partnership OEM, licensing e scale-up produttivo. Bisognerà aspettare per scoprire se la tecnologia convincerà i grandi costruttori ad aprire i loro powertrain a un fornitore indiano con cinque brevetti in tasca.
