BYD sfida Toyota: il sorpasso mondiale può arrivare entro cinque anni

BYD punta a superare Toyota entro il 2031 e diventare il primo costruttore automobilistico al mondo, forte della crescita nell’elettrico, della batteria Blade e di una strategia sempre più globale
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BYD non si accontenta più di essere la grande sorpresa dell’auto elettrica. Il gruppo cinese adesso guarda dritto al gradino più alto dell’industria automobilistica mondiale. Infatti vuole superare Toyota e diventare il primo costruttore al mondo. Una frase che, detta qualche anno fa, avrebbe fatto sorridere molti osservatori. Oggi invece suona ancora ambiziosa, ma non più così fuori dalla realtà.

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BYD prepara la scalata mondiale: Toyota è nel mirino del gigante cinese

Il motivo è semplice. BYD è cresciuta a una velocità che pochi altri marchi sono riusciti a sostenere. Ha costruito il proprio successo sulle auto elettriche e ibride plug-in, ha sfruttato la forza enorme del mercato cinese e, passo dopo passo, ha iniziato a mettere pressione anche ai grandi gruppi storici. Non è più soltanto un marchio forte in patria: è diventato un nome con cui l’intero settore deve fare i conti.

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A rilanciare la sfida è stato Wang Chuanfu, presidente di BYD, durante l’assemblea annuale degli azionisti a Shenzhen. Il manager non ha usato mezze misure: secondo lui, entro il 2030 o il 2031 l’azienda potrà diventare il più grande produttore automobilistico del pianeta, davanti a Toyota e anche al Gruppo Volkswagen. Una previsione pesante, soprattutto perché arriva in un momento in cui il mercato globale dell’auto sta cambiando pelle, tra elettrificazione, nuovi equilibri industriali e una concorrenza cinese sempre più aggressiva.

Uno dei pilastri di questa scalata resta la batteria Blade, tecnologia su cui BYD punta molto per sostenere la crescita dei propri modelli. La strada verso Toyota, però, resta lunga. Lo scorso anno BYD ha consegnato circa 4,6 milioni di veicoli. Il gruppo giapponese è arrivato a quota 11,2 milioni. Il distacco è quindi enorme: 6,6 milioni di auto. Anche limitando il confronto al solo marchio Toyota, senza considerare Lexus e Daihatsu, il totale resta intorno ai 9,6 milioni di unità. In pratica, BYD dovrebbe continuare a correre a ritmi altissimi per rendere possibile il sorpasso nei tempi indicati da Wang Chuanfu.

Il mercato cinese ha fatto da trampolino, ma da solo non può bastare per conquistare il primo posto mondiale. Negli ultimi mesi la domanda interna ha mostrato segnali di rallentamento e questo rende ancora più importante l’espansione all’estero. BYD lo sa bene e sta investendo con forza nei mercati internazionali, dall’Europa all’Australia, dove di recente è arrivata una nave di proprietà dell’azienda capace di trasportare quasi 5.000 vetture. Non è un dettaglio secondario: significa voler controllare anche la logistica, ridurre i colli di bottiglia e portare le auto nei mercati chiave con maggiore autonomia.

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Per trasformare la promessa in realtà servirà una crescita quasi chirurgica: più vendite, più presenza internazionale, più capacità produttiva e una gamma sempre più adatta ai gusti dei clienti fuori dalla Cina. Se BYD riuscirà ad aggiungere circa un milione di veicoli all’anno ai propri volumi, il confronto con Toyota diventerà molto più stretto. E a quel punto quella che oggi sembra una sfida lanciata per alzare l’asticella potrebbe trasformarsi in una delle partite industriali più importanti del prossimo decennio.