La Dacia Striker è appena entrata in produzione e, per la prima volta, un’auto del marchio rumeno non nasce in Romania. Il crossover che dovrebbe guidare il segmento D tra i generalisti esce dalle linee turche di Renault, le stesse della Clio. A Mioveni qualcuno guarda e prende appunti, certamente con pochissima allegria in faccia.
Per Renault è pura convenienza industriale (chi lo avrebbe mai detto, considerato il Paese di cui parliamo). La stretta parentela tecnica con la Boreal e una filiera di fornitori turchi molto sviluppata sarebbero alla base della scelta sulla Dacia Striker. Tutto vero, forse. La ragione di fondo, possiamo ipotizzarlo maliziosamente, è un’altra: Mioveni ha perso competitività rispetto a Turchia e Marocco.
Anche la nuova Spring uscirà presto da un’altra fabbrica, quella di Novo Mesto, in Slovenia. Allo stabilimento storico restano la Duster, che non sta vivendo i suoi giorni migliori, e la Bigster, che dal lancio ha comunque superato le 100.000 unità.

Oggi Mioveni sforna 1.060 auto al giorno, contro le 1.160 di luglio, circa il 9% in meno in pochi mesi. Il 9 e il 12 ottobre, venerdì e lunedì, la fabbrica resterà ferma per “allineare i livelli di produzione al volume degli ordini”, come ha comunicato Viorel Ungureanu, leader del sindacato SAD. Un ponte lungo per i dipendenti, certo.
Tra gennaio e agosto Dacia ha prodotto 169.000 vetture a Mioveni, contro le 185.000 dello stesso periodo dell’anno scorso, un calo dell’8,6%. A luglio ne sono uscite quasi 26.000, ad agosto meno di 4.000, ma lì pesa la chiusura dal 3 al 25 per le ispezioni annuali.
Il quadro di lungo periodo? 257.405 unità nel 2021, 314.228 nel 2022, il picco di 322.086 nel 2023, poi 309.432 nel 2024 e 297.182 nel 2025. Due anni di discesa, e il 2026 non sembra intenzionato a cambiare rotta.

Sul fronte del personale è partito il terzo programma di prepensionamento volontario, dopo quelli di aprile e luglio. Il sindacato stima circa 150 adesioni, con uscite dall’1 novembre e buonuscite fino a 40.000 euro, a seconda dell’anzianità. In fabbrica lavorano circa 9.000 persone, quando se ne attendevano oltre 10.000 entro la fine del 2025. A inizio anno erano già stati annunciati 1.200 tagli tra uscite volontarie e contratti a termine non rinnovati.
La formula dell’auto economica fatta in Romania l’ha inventata Dacia, ma non ne ha più l’esclusiva. Il Marocco offre manodopera a basso costo e libero scambio con l’Europa, la Turchia un’unione doganale. Mioveni intanto taglia turni e osserva.
