Dacia vuole “fregare” l’Europa con un carrello cinese

Dacia Hipster in arrivo nel 2027? Ecco la microcar elettrica da 15.000 euro che punta a rivoluzionare il mercato e a schivare i dazi UE.
Dacia Hipster Dacia Hipster

“Siamo motivati, dobbiamo solo premere il tasto start”. Katrin Adt, CEO di Dacia, la fa facile, ma dietro il lancio della Dacia Hipster non c’è solo un dito che preme un interruttore: c’è un intero ecosistema industriale che sta cercando di sopravvivere ai propri paradossi.

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Sulla carta la Hipster è il miraggio di ogni pendolare urbano, una microcar elettrica (non una vettura come le altre evidentemente) che promette di costare meno di 15.000 euro. Ma scavando sotto la carrozzeria, quello che emerge è un raffinato gioco di prestigio.

Dacia Hipster
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Il miracolo dei tempi di sviluppo, diciotto mesi per arrivare sul mercato a fine 2027, non è il frutto di un’improvvisa epifania ingegneristica, ma della solita, strategia Dacia: riciclo e ottimizzazione estrema. La Hipster verrà infatti sfornata dalla eGT New Energy Automotive, la joint venture sino-franco-nipponica (Renault, Nissan, Dongfeng) che già assembla la Spring.

Si prende una formula già ampiamente rodata in Cina, si cambia il “vestito” e si spera che il mercato risponda presente. Il prezzo aggressivo è l’esca perfetta, capace di polverizzare i 18.000 euro previsti per la futura Renault Twingo E-Tech in versione Dacia. Ma attenzione, perché in questo settore nessuno regala niente e il risparmio ha un prezzo tecnico non indifferente.

La Hipster, come anticipato, probabilmente non sarà un’auto di classe M1, ma un quadriciclo pesante classificato categoria L7e. Quindi, velocità massima inchiodata a 90 km/h e addio sogni di gloria fuori dalle mura cittadine. Eppure, proprio qui scatta la furbizia. Essendo un quadriciclo, la Hipster schiva agilmente i dazi UE aggiuntivi sulle auto elettriche prodotte all’ombra della Grande Muraglia, applicabili solo alle vetture standard. È l’escamotage industriale perfetto per aggirare le barriere protezionistiche di Bruxelles mantenendo un listino da hard discount.

Dacia Hipster
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Vedremo, allora, se François Provost, il 10 marzo, avrà davvero il coraggio di ufficializzare questa operazione durante la presentazione del piano strategico Renault. Se il “pulsante di avvio” verrà premuto, avremo l’ennesima prova che per vendere l’elettrico in Europa oggi non serve l’innovazione, ma solo un buon partner cinese e un cubo di metallo.