Dalle passerelle a Pomigliano d’Arco: Valentino firmò anche l’Alfasud

Valentino se n’è andato, ma la sua Alfasud resta il simbolo di un’epoca in cui anche una trazione anteriore poteva ambire all’eternità.
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Il mondo della moda ha recentemente perso il suo imperatore: Valentino Garavani si è spento serenamente nella sua residenza romana, lasciando un’eredità che va ben oltre i tappeti rossi di Hollywood. Nonostante il “Rosso Valentino” sia il suo marchio di fabbrica, tra gli appassionati di motori si preferisce ricordarlo per una sfumatura diversa. Parliamo di quel bronzo metallizzato che vestì una delle auto più chiacchierate della nostra storia, l’Alfa Romeo Alfasud.

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Lo stilista di Voghera, nel 1980, decise di trasformare la celebre berlina due volumi in un’icona di stile su quattro ruote. L’Alfasud by Valentino, infatti, non era solo un’auto, ma quasi un accessorio di alta moda itinerante. Lanciata per creare hype (quando ancora non esisteva questo termine) attorno alla terza generazione del modello, questa versione speciale vantava una carrozzeria color bronzo con tetto nero a contrasto, una combinazione che sembrava nata apposta per risolvere esteticamente i leggendari problemi di ruggine che affliggevano il modello.

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Ma il tocco del maestro non si fermava alla superficie. Le fiancate dell’AlfaSsud erano impreziosite dal simbolo della maison e da una doppia filettatura oro e nera. All’interno, vero terreno d’espressione per Valentino, l’eleganza raggiungeva vette aristocratiche con sedili in velluto nero, piping rosso (ovviamente) e un raffinato volante in legno, il tutto completato da cerchi anodizzati oro.

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Sotto il cofano, la sostanza rimaneva quella del Biscione. Si andava dal tranquillo motore 1.2 litri da 68 cavalli fino al più grintoso 1.5 da 86 cavalli, associato a un cambio manuale che non richiedeva troppa delicatezza per funzionare a dovere. L’operazione puntava tutto sul pubblico femminile, offrendo in dote a ogni acquirente una borsa firmata Valentino, rendendo la vettura il “contenitore” di lusso per l’accessorio vero e proprio.

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Realizzata in collaborazione con la neonata SIRP di Giorgetto Giugiaro, questa serie limitata fu prodotta in tirature specifiche (2.199 unità per la 1.2). Valentino se n’è andato, ma la sua Alfasud resta il simbolo di un’epoca in cui anche una trazione anteriore poteva ambire all’eternità, ma con lo stile giusto.