La Alfa Romeo 4C non è mai uscita davvero dal radar degli appassionati. A distanza di anni dalla fine della produzione, l’interesse per questo modello è ancora molto alto e lo dimostrano i continui render pubblicati online. Un’attenzione che dice molto su quanto questa vettura sia riuscita a costruirsi un posto stabile nell’immaginario di chi ama le sportive, al di là dei numeri di vendita che ha generato nel suo ciclo di vita.

Prodotta tra il 2013 e il 2020 nella versione Spider, un anno in meno per la Coupé, la 4C è stata assemblata a Modena nello stabilimento Maserati in poco più di 9.000 esemplari. Una tiratura contenuta che non ha mai rappresentato un problema per il progetto, nato fin dall’inizio senza alcuna pretesa di grandi volumi. Quello che Alfa Romeo cercava era una sportiva compatta capace di riaffermare la vocazione prestazionale del marchio attraverso la leggerezza e il coinvolgimento meccanico, in un periodo in cui il resto del settore si muoveva già in direzione opposta, verso schermi sempre più grandi e sistemi elettronici sempre più presenti nell’esperienza di guida.
Il design portava la firma di Marco Tencone, sotto la supervisione di Lorenzo Ramaciotti, e a distanza di anni conserva una freschezza che molte sportive contemporanee faticano a eguagliare. Bassa, compatta e muscolosa, con proporzioni da supercar in scala ridotta, la 4C comunicava personalità senza bisogno di elementi vistosi o soluzioni forzate. Le dimensioni confermavano questa impostazione, con una lunghezza di 3,98 metri, una larghezza di 2,09 metri specchietti inclusi e un’altezza di appena 1,18 metri. Il dato più significativo, però, restava il peso. La Coupé si fermava a 940 kg mentre la Spider a 1.080 kg, cifre che nel panorama attuale, dove anche le sportive più focalizzate superano spesso i 1.400 kg, sembrano appartenere a un’altra epoca.

Sul piano tecnico tutto era coerente con la filosofia del progetto. La meccanica ruotava attorno a uno schema con motore posteriore centrale, trazione posteriore e cambio a doppia frizione a sei marce, un pacchetto che già sulla carta bastava a far attirare l’attenzione di qualsiasi appassionato. Il quattro cilindri turbo 1.75 da 240 cavalli e 350 Nm di coppia permetteva alla vettura di coprire lo 0-100 km/h in 4,5 secondi e di raggiungere i 260 km/h, ma la scheda tecnica da sola non spiega perché la 4C abbia lasciato un segno così profondo. A fare la differenza erano il sound, la prontezza di risposta e un collegamento diretto tra volante e asfalto che oggi è sempre più difficile trovare, anche su auto molto più costose.
L’ultimo render su questo modello è quello pubblicato su Instagram da @tedoradze.giorgi, che immagina una possibile erede in rosso, richiamando l’immaginario più classico delle sportive italiane. Per il momento non esistono indicazioni su un ritorno della 4C e Alfa Romeo sembra orientata su altri progetti, come le nuove Stelvio e Giulia, ma il fatto che se ne continui a parlare con questa frequenza e questa intensità dimostra che l’interesse verso modelli simili è ancora molto alto.
