Citroën ha annunciato da tempo che la mitica (si spera) 2CV deve tornare, e lo ha fatto sapere con lo slogan più economico del mondo: “È tornata”. Due parole (in francese rende meglio, Elle est 2 retour), un numero che occhieggia dal manifesto, e mezza Europa già con la nostalgia in gola. Peccato che a Parigi, dal 12 al 18 ottobre 2026, non arrivi l’auto di serie ma una concept car.

Il distinguo conta. Quello che vedremo sullo stand da 930 metri quadrati, dove i concept saranno due, è un manifesto ispirato allo spirito della 2CV. Niente scheda tecnica, niente listino. Per ora il teaser procede a piccole dosi, un frammento alla volta.

Il progetto, lo sappiamo, non è una chiacchiera da corridoio. A maggio 2026 Citroën ha annunciato ufficialmente un nuovo modello in gamma, elettrico, pensato per inaugurare una categoria di veicoli piccoli e accessibili, tagliati sui vincoli della mobilità urbana.
La casa ripete che bisogna ispirarsi allo spirito e non alla nostalgia, il che tradotto significa: nessuna copia carbone del 1948 con la batteria infilata sotto il pianale. Restano i principi di sempre, ovvero semplicità, leggerezza, praticità e versatilità. Una 2CV che costasse quanto una premium elettrica, vivendo di rendita sul nome, sarebbe una barzelletta. L’originale nacque per democratizzare l’automobile, non per farsi ammirare in un garage.

Il prezzo resta uno dei principali freni all’elettrico, e i costi delle batterie pesano soprattutto sulle piccole. Citroën ha già la ë-C3 a presidiare il segmento accessibile, quindi la nuova arrivata dovrà trovarsi una nicchia sua e giustificare la propria esistenza con qualcosa di davvero diverso.
Non c’è nessun dato su capacità della batteria, potenza, autonomia WLTP o tempi di ricarica. Nemmeno dimensioni e prezzo, anche se la parola “economica” circola con una certa generosità.
Il paragone con l’originale, intanto, è già lì ad aspettare Citroën all’ingresso dello stand, fare meglio di un mito è difficile, fare diversamente senza tradirlo lo è ancora di più. Parigi sarà il primo esame, la strada verso la produzione è invece ancora tutta da scrivere. La nuova 2CV costerà davvero come una 2CV, o solo come un’auto elettrica con un bel nome sul cofano?
