Ferrari Luce, il configuratore della supercar elettrica è il suo pezzo forte

Ferrari Luce fa ancora discutere, ma il suo configuratore racconta un’altra storia: dettagli che trasformano ogni esemplare in un unicum.
Ferrari Luce

La Ferrari Luce divide. Lo sappiamo, è inutile girarci intorno. Incassa più critiche che complimenti e la situazione, almeno nel breve periodo, non cambierà. C’è un angolo di questa storia del Cavallino Rampante in cui le polemiche si attenuano e si lascia spazio a qualcosa di più interessante e senza limiti di spesa. Ovviamente, parliamo del configuratore.

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Ferrari Luce

Partiamo da un dato di fatto non banale. La Luce si può ordinare. Non è una F80, non è un sogno riservato a pochi eletti che aspettano una telefonata da Maranello. È una Ferrari con cinque porte, cinque posti, zero emissioni e una lista optional che garantisce, sulla carta, che nessun esemplare uscirà uguale a un altro dalla fabbrica di Maranello. Nella pratica, probabilmente, la maggior parte sarà nera o grigia.

Ferrari Luce
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La palette cromatica è stratificata. Otto tinte standard, sei colori storici e diciannove “Classici” dalle dominanti metalliche. Poi ci sono il “Giallo Luce” e l'”Azzurro La Plata”, i due colori della palette “Special”, con prezzi che Ferrari, giustamente, direbbero alcuni, preferisce non pubblicare nel configuratore. I numeri, però, qui, non ci interessano troppo.

Ferrari Luce

Il tetto è sempre nero, salvo optare per la versione in carbonio o per il panoramico fisso, come quello su qualsiasi crossover elettrico di fascia alta. Ferrari lo sa, e probabilmente non le interessa. Il Flying Bridge, che è l’arco strutturale tra i parafanghi posteriori e non un roll-bar, può essere verniciato in tinta con la carrozzeria: quando lo è, la Luce cambia faccia in modo convincente. I cerchi a turbina nascondono poi una variante completamente grigia che il configuratore standard non mostra subito, quasi fosse un segreto.

Gli interni sono un capitolo a parte. Colore principale, colore cabina, zona superiore, console, volante, schienali: ogni elemento vive di vita propria e può essere abbinato con il resto. Le cuciture si scelgono, le strisce centrali dei sedili si orientano orizzontalmente o verticalmente, la ventilazione può essere ordinata solo per i posteriori. È insolito.

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Gli optional tecnologici, invece, sono pochi e prevedibili: sollevamento delle sospensioni, fari adattivi, telecamera a 360°, upgrade audio. Niente che sorprenda. La Luce, in ogni caso, resta un’auto controversa, ma chi la configurerà con cura avrà tra le mani qualcosa di inequivocabilmente unico. E ci mancherebbe, a oltre mezzo milione di euro di partenza.