Forse ci vuole più di qualche secondo per realizzare davvero questa cifra: 13.018.950 dollari, circa 11,2 milioni di euro, comprensivi delle commissioni, ovviamente (che da sole costituiscono una mancetta da circa 600mila dollari). Non si tratta del prezzo di un’intera collezione di auto d’epoca di alto livello. È la cifra sborsata per una Ferrari Enzo aggiudicata sulla piattaforma duPont REGISTRY Live.

Con questa operazione, il precedente primato della LaFerrari Aperta, venduta per 5,36 milioni nel 2022 su Bring a Trailer, è stato polverizzato. Così, il mercato del collezionismo ha definitivamente rotto gli indugi, maturo, digitale e, prevedibilmente, come ogni cosa online, incredibilmente aggressivo.
Cosa rende questa specifica Enzo così speciale da giustificare una somma quasi scandalosa? La risposta è nel colore. Parliamo dell’unico esemplare al mondo rifinito in Rosso Dino, una tonalità che porta con sé il peso emotivo e storico del figlio di Enzo Ferrari, Alfredo “Dino”. Una tinta sparita dai cataloghi per settant’anni e riesumata nel 2002 su specifica richiesta di un singolo cliente, Gerald Barnes, collezionista di Newport Beach.

All’epoca, la configurazione “fuori gamma” costava al primo acquirente appena 2.364 dollari, un’inezia rispetto ai 662.694 dollari di listino della vettura. Vent’anni dopo, quella scelta di gusto personale si è tradotta in un premium di mercato che vale, da solo, una fortuna.

La provenienza e la configurazione unica contano oggi più di ogni tabella di valutazione tecnica o di chilometraggio certificato. L’auto era già passata di mano a gennaio 2026, durante l’asta Mecum Kissimmee, per “soli” 11,1 milioni, e dopo pochi mesi è riuscita, incredibilmente, a scalare ancora il suo valore.
La piattaforma duPont REGISTRY Live, operativa da appena sette mesi, ha dimostrato di poter gestire volumi di traffico e interesse che una casa d’aste tradizionale si sognerebbe: oltre 725 offerte, 115 osservatori attivi e 9.500 visualizzazioni in tempo reale. L’Enzo ha così riscritto le regole nel suo segmento, quello delle hypercar stradali moderne. Un nuovo standard, dove l’esclusività del colore è un vero e proprio moltiplicatore di valore.
