Ferrari Luce, il tentativo digitale di “sistemare” l’elettrica del Cavallino

La Ferrari Luce ha fatto crollare le azioni in Borsa e scatenato l’ira dell’ex CEO del Cavallino. Un artista digitale rimette le cose a posto.
Ferrari Luce

La Ferrari Luce è arrivata, ha mostrato le forme, e il mondo ha risposto nel solo modo che conta davvero: vendendo le azioni. Milano ha ceduto oltre l’8%, New York il 5,3%. Non è una banale recensione negativa su un forum, è il mercato che parla.

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Non è arrivato nemmeno l’endorsement dell’ex CEO della Ferrari, che ha trovato il design talmente discutibile da suggerire di “rimuovere il logo del Cavallino dal cofano”. Una frase che suonerebbe pesante, in questo caso persino una sentenza.

Ferrari Luce
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Il vocabolario critico che si è formato intorno alla Luce è già ricco e variegato. C’è chi l’ha ribattezzata “iPhone su ruote”, richiamando Jony Ive, ex Apple, che ha curato gli interni. C’è chi ha tirato in ballo la Fiat Multipla di prima generazione, consacrata dalla storia come l’automobile più brutta mai prodotta. Il paragone non è gentile.

A questo punto è entrato in scena Bembli, artista digitale, con quella missione che nessuno gli aveva chiesto ma che in molti stavano sperando: ridisegnare la Luce finché non sembrasse una Ferrari.

Ferrari Luce

Frontale allungato, sbalzo anteriore più pronunciato, passo rivisto con le ruote posteriori spostate in avanti per liberare spazio nella coda. I montanti anteriori si assottigliano, la superficie vetrata si riduce, una linea di cintura aggiuntiva corre dallo spoiler anteriore ai parafanghi posteriori costruendo una silhouette che finalmente ricorda un’hypercar e non un SUV coupé con ambizioni. L’auto si abbassa, i tergicristalli posizionati in modo improbabile spariscono. I cerchi a cinque razze neri con pinze gialle restano, perché quelli, almeno, non stonano.

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Il posteriore è ancora in sospeso. “Sembra che stia dando alla luce una Ferrari 360”, dice Bembli. Ferrari, dal canto suo, non sembra particolarmente turbata dalle critiche e comunica che l’interesse dei clienti per la Luce è già significativo. Il che è possibile, ma tra comprare una Ferrari e comprare quella Ferrari, la differenza la fa esattamente quello che Bembli ha cercato di correggere da solo.