Il terremoto più atteso degli ultimi anni è arrivato da Roma con uno spettacolo di luci degno del soggetto. Ferrari ha presentato la Luce, la sua prima vettura completamente elettrica, e ha deciso di farlo in grande, con cinque esemplari in scena, dal rosso Ferrari al bianco e all’azzurro, davanti a oltre 200 giornalisti. Benedetto Vigna, amministratore delegato, ha dichiarato che si è trattato di ben cinque anni di lavoro. E quindi, eccoci qui.

La Luce è una quattro porte a cinque posti. Già qui, se siete cresciuti con le classiche V12, potreste aver bisogno di un momento. Ferrari ha costruito un’auto per famiglie decisamente benestanti che vogliono il bagagliaio da 600 litri e i sedili comodi. Una scelta precisa, lucida, non priva di coraggio.

I numeri, però, rimettono subito le cose in ordine. Quattro motori elettrici, uno per ruota, per una potenza combinata di 1.035 CV e 990 Nm di coppia. Lo scatto da 0 a 100 km/h avviene in 2,5 secondi, la velocità massima è di 310 km/h.
Il pacco batterie è da 122 kWh con architettura a 800 volt, supporta la ricarica rapida fino a 350 kW e garantisce un’autonomia stimata di 530 km nei cicli di omologazione. Tutto questo in un’auto che supera i 2,2 tonnellate di peso. Enrico Galliera, responsabile marketing, l’ha definita “assolutamente sbalorditiva”. Non si può dire altrimenti.

Sul fronte tecnico, la Luce nasce su un’architettura inedita a prevalenza di alluminio, dove telaio e batteria formano un unico sistema strutturale. Il risultato è un aumento del 25% nella rigidità flessionale e del 35% in quella torsionale. Ferrari non ha solo elettrificato un’auto esistente, ma ha ripensato le sue fondamenta.
Il design porta la firma del collettivo LoveFrom, guidato dall’ex responsabile del design Apple, Jony Ive. La carrozzeria è più ampia, dominata dal vetro, lontana dall’aggressività muscolare che ha sempre caratterizzato Maranello. Forse, proprio questo, non ha solo spiazzato, ma ha anche deluso tanti appassionati. Gli interni mixano pelle, vetro e alluminio anodizzato con comandi fisici, una scelta dichiaratamente contraria al touchscreen totalitario di Tesla e dei costruttori cinesi.

La Luce amplifica artificialmente le vibrazioni del propulsore elettrico per restituire quella fisicità viscerale che da sempre distingue una Ferrari da tutto il resto. Funzionerà? È la domanda più problematica. Parliamo di una creatura da 550.000 euro a consegna, con le prime previste nel quarto trimestre del 2026. Sette anni di manutenzione inclusa, otto di garanzia sulla batteria e sul sistema di ricarica.
Maranello punta così sulle nuove generazioni cresciute a elettroni e intelligenza artificiale, su chi non ha mai pianto per un V12 e probabilmente non lo farà mai. È una scommessa su un mondo che è già qui.
