Continuano ad emergere dettagli sulla prima auto elettrica del Cavallino Rampante. La nuova Ferrari Luce non sarebbe nata nel Centro Stile diretto da Flavio Manzoni, ma in larga parte negli uffici di LoveFrom, lo studio di Jony Ive e Marc Newson. Una scelta significativa per un marchio che ha sempre presidiato con attenzione la propria identità stilistica e che, in questo caso, avrebbe deliberatamente affidato la definizione delle linee del primo modello a batterie a un team esterno.
Ferrari Luce, dietro la scelta del design un lungo silenzio di sei mesi

A ricostruire la vicenda sarebbe stato un ingegnere Ferrari, secondo cui dopo un primo incontro a Maranello nel 2021 sarebbe seguita una fase di silenzio durata circa sei mesi, con il team di LoveFrom rientrato a San Francisco. “Abbiamo parlato molto delle scelte che abbiamo preso. Dopo sono tornati a San Francisco e per circa sei mesi non hanno avuto alcun contatto con noi. Neanche una telefonata, niente”, ha raccontato.
LoveFrom sarebbe poi tornata a Maranello nel 2022 con libri, idee e numerose bozze dedicate alle linee esterne della vettura, proposte che lo stesso ingegnere avrebbe descritto come molto vicine al modello presentato. “Quelle bozze non erano molto lontane da quello che abbiamo visto adesso nella presentazione”, ha spiegato. Le soluzioni più discusse non sarebbero quindi correzioni dell’ultimo momento, ma il frutto di una visione tracciata sin dall’inizio.

La Ferrari Luce ha colpito specialmente per l’apertura ricavata sul muso, pensata per convogliare l’aria verso la parte superiore dell’auto. Elementi che rendono la vettura immediatamente riconoscibile ma anche divisiva, letti da una parte del pubblico come un atto di coraggio e da un’altra come uno strappo eccessivo rispetto alla tradizione estetica del Cavallino.
Giorgetto Giugiaro, pur riconoscendo la libertà creativa concessa a Maranello, avrebbe sintetizzato il concetto sostenendo che un marchio come Ferrari può permettersi di fare ciò che vuole. Altri designer si sarebbero invece espressi in termini decisamente più severi, criticando l’impostazione scelta da LoveFrom e l’idea stessa di affidare a uno studio esterno una parte tanto rilevante del progetto. Resta da capire se la Luce rappresenterà un capitolo isolato o se inaugurerà il linguaggio stilistico dell’era elettrica del Cavallino.
