Ferrari Luce, rispondono i designer: “L’innovazione è più importante delle critiche”

Jony Ive e Flavio Manzoni spiegano il design controverso della Ferrari Luce, tra effetto sorpresa, tecnologia e critiche.
ferrari luce

La Ferrari Luce continua a far discutere. La prima elettrica del Cavallino Rampante, mostrata nella sua forma definitiva il 25 maggio 2026, è diventata in poche ore uno dei modelli più commentati dell’anno, anche al di fuori della cerchia degli appassionati. Dopo mesi di rumor e render, Maranello ha imboccato una strada che quasi nessuno aveva previsto, dividendo immediatamente il pubblico tra chi vi legge una rottura coraggiosa e chi un allontanamento eccessivo dall’identità classica di Maranello. Tra le voci critiche si è inserito anche Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente Ferrari, che ha chiesto di rimuovere il Cavallino Rampante dal veicolo. A rispondere alle critiche sono però proprio i designer che hanno firmato il progetto, intervenuti per chiarire le scelte stilistiche della vettura.

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Durante un’intervista sul canale YouTube di Cleo Abram, Jony Ive, coinvolto nel design della Luce, e Flavio Manzoni, Chief Design Officer di Ferrari, hanno spiegato la logica dietro una scelta stilistica così controversa. Secondo Ive, ex Apple, il marchio avrebbe la forza per spingersi dove altri non oserebbero, perché “Ferrari, come azienda, è abituata a superare costantemente i limiti e a esplorare concetti che altri marchi non osano o non possono permettersi.”

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L’effetto sorpresa, stando a quanto emerso, faceva parte del progetto fin dall’inizio. “Il fattore sorpresa era, fin dall’inizio, uno dei punti chiave dietro il suo design,” ha aggiunto il designer, chiarendo come la Luce non dovesse comunicare semplicemente l’ingresso di Ferrari nell’elettrico, ma rappresentare un nuovo capitolo anziché una conversione tecnologica.

Anche Flavio Manzoni ha difeso un linguaggio così distante dalla tradizione, sottolineando che “è stata concepita fin dall’inizio dando priorità alla tecnologia. Il resto dell’auto è stato disegnato attorno a questa idea, senza trascurare l’abitabilità interna e con un approccio innovativo.” La Luce, in quest’ottica, non nascerebbe come una berlinetta classica adattata all’elettrico, ma come un modello concepito sin dall’origine attorno a una nuova architettura tecnica.

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Durante l’intervista, la giornalista Cleo Abram ha sintetizzato il dubbio di molti ricordando come Ferrari non fosse obbligata a percorrere questa strada. Manzoni ha collegato le reazioni alla nostalgia che accompagna i grandi cambiamenti, spiegando che “molta gente si concentra sulla nostalgia invece di accettare il cambiamento e il progresso. Sapevamo che ci sarebbero state critiche, ma l’innovazione era più importante di ciò che avrebbero potuto dire.”

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Nonostante un prezzo di partenza indicato intorno a 550.000 euro, Ive ha descritto l’aspetto della Luce come più “accessibile” ed “egualitario”, definizione riferita probabilmente al linguaggio visivo anziché al listino. Manzoni ha poi richiamato il caso della Purosangue, anch’essa accolta con scetticismo prima del lancio e poi capace di generare una domanda così elevata da costringere Maranello a limitarne la produzione. Le consegne della Luce inizieranno nel 2027, con volumi ancora da definire, e solo allora si potrà capire se la scelta sarà stata compresa dal mercato.

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