Stasera, alle 22:10 ora italiana, Ferrari toglie il velo alla Luce. Questa presentazione è diversa da ogni altra: niente aggiornamento di gamma, niente special edition leggermente diversa da un modello già noto. Oggi si assiste all’arrivo della prima Ferrari elettrica di serie della storia. Il solo fatto di dirlo fa ancora un certo effetto.
Il nome è stato scelto bene. Perché di luce, quella che corre lungo i cavi ad alta tensione, ce n’è tanta, pure troppa per chi è cresciuto a pane e scarico. Quattro motori elettrici, 1.000 cavalli, 736 kilowatt. Numeri che fino a qualche anno fa avremmo trovato solo in qualche concept da salone-spettacolo che nessuno avrebbe mai prodotto davvero.

Lo 0-100 avviene in 2,5 secondi netti. Quattro decimi più veloce della Ferrari 12 Cilindri, quella che molti considerano il canto del cigno di un’era. La velocità massima si ferma a 310 km/h, anche se a quelle velocità la batteria da 122 kWh si consuma decisamente con molta fretta. L’autonomia dichiarata è di oltre 530 km, in attesa di omologazione ufficiale. La ricarica arriva fino a 350 kW.
Tutto questo peso, oltre 2,3 tonnellate, è gestito da un pacco batterie integrato nel pianale, scelta che abbassa il baricentro e dovrebbe rendere la Luce meno pachidermica di quanto il dato sulla bilancia lasci presagire. Il design strizzerebbe l’occhio alla Purosangue, il che significa linee muscolose, presenza scenica impossibile da ignorare, come sempre per ogni opera del Cavallino. Per settimane i prototipi hanno girato carichi di pannelli in plastica e adesivi pensati per confondere. Stasera, finalmente, la maschera cade.

Con la Luce, Ferrari brucia sul tempo Lamborghini, ancora ferma (forse semplicemente molto diffidente) sulla questione elettrica, con quell’atteggiamento prudente da chi osserva e aspetta. Maranello, invece, ha deciso di buttarsi. L’evento online sarà alle 22 ore italiane, con streaming tramite il video qui sotto, canale ufficiale della casa di Maranello.
