Benvenuta Luce: Ferrari e il designer Apple insieme per reinventare un mito

La sfida della Luce è enorme. Si tratta di convincere i puristi che il piacere di guida può sopravvivere alla rinuncia dei pistoni.
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Maranello ha finalmente deciso di accendere l’interruttore. Quella che finora chiamavamo pigramente la Ferrari elettrica ha finalmente un nome ufficiale, svelato da John Elkann in cima alla TransAmerica Pyramid di San Francisco. Si chiamerà Luce. Un nome che, secondo il presidente, non è solo una scelta cromatica o un omaggio all’illuminazione, ma un condensato di futuro, leggerezza e velocità. Chiamarla semplicemente “Ferrari a batteria” sarebbe stato, a quanto pare, un insulto alla nobiltà del progetto.

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La vera notizia, però, non è solo il nome, ma chi ha messo mano all’abitacolo. La Ferrari Luce è infatti il frutto di una partnership con LoveFrom, l’atelier di design fondato da Jony Ive, l’uomo che per trent’anni ha deciso che aspetto dovesse avere il l’iPhone o il MacBook, e Marc Newson. Quest’ultimo, pur essendo un appassionato di motori, ha nel curriculum automobilistico solo la bizzarra Ford 021C del 1999.

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Ferrari assicura che non si tratta di una banale esternalizzazione del design, ma del coinvolgimento di una vera e propria “coscienza creativa”. Aspettatevi interni dove il minimalismo del “less is more” regna sovrano e dove, probabilmente, l’artigianato incontra la cultura digitale in modi che ancora non riusciamo a immaginare.

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Il progetto è filosoficamente rischioso. Come si trasmette l’emozione Ferrari senza il ruggito di un motore a combustione interna? A San Francisco sono stati svelati gli interni e l’interfaccia utente, ma per scoprire se la carrozzeria sarà all’altezza del mito dovremo aspettare maggio.

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La sfida della Luce è enorme. Si tratta di convincere i puristi che il piacere di guida può sopravvivere alla rinuncia dei pistoni. Con il supporto dei geni che hanno creato l’Apple Watch, Ferrari sta cercando di ridefinire la propria identità emotiva attraverso nuovi segnali sensoriali. Siamo molto curiosi di scoprire se questa “illuminazione” saprà scaldare il cuore dei (ricchissimi) clienti o se ci lascerà tutti al buio.