Ferrari ha deciso di non buttarsi a capofitto nell’elettrico come tanti altri marchi che, dopo aver promesso gamme full zero emissioni, hanno dovuto fare retromarcia davanti alla realtà. E lo ha detto chiaro e tondo all’assemblea degli azionisti di Amsterdam, dove ha presentato la sua visione fino al 2030 e approvato i conti del 2025.
Benedetto Vigna, riconfermato AD con il 99,3% dei voti, ha spiegato che dal 2026 al 2030 il Cavallino lancerà in media quattro nuovi modelli all’anno. Il numero fa impressione, ma la vera è che nella gamma ci sarà ancora posto per i motori a combustione interna, per gli ibridi e anche per le elettriche pure. Niente conversione forzata, niente rinuncia all’anima di Maranello. La diversificazione tecnologica, ha sottolineato Vigna, serve proprio a proteggere l’esclusività del marchio, non a diluirla.

John Elkann è stato ancora più diretto: “Ferrari è in grado di dare ai clienti quello che vogliono”. Parole che suonano come una risposta secca a chi già storce il naso davanti alla prima Ferrari elettrica della storia, la Luce, che debutterà il 25 maggio a Roma. “Luce non è solo un nome”, ha aggiunto Elkann. “È l’idea che la tecnologia non sia mai il punto di arrivo, ma un mezzo per creare prestazioni ed emozioni in una forma nuova”.
Nel 2026 arriveranno cinque novità: la Luce, la Amalfi Spider già presentata e altri tre modelli ancora coperti. Sul fronte commerciale si aprono due nuovi centri Tailor Made a Los Angeles e Tokyo, mentre l’attenzione si sposta anche sui mercati emergenti, con l’India nel mirino.

Sul piano finanziario l’assemblea ha approvato il bilancio 2025 e la distribuzione di un dividendo di 3,615 euro per azione, per un totale di circa 640 milioni di euro, in crescita del 21% rispetto all’anno prima. È stata inoltre lanciata una seconda tranche di buyback da 250 milioni di euro tra aprile e agosto 2026.
Insomma, mentre tanti costruttori fanno marcia indietro sulle promesse elettriche, Ferrari gioca su più tavoli senza tradire se stessa. La scommessa è dare ancora al cliente quello che vuole, senza rinunciare a quello che Ferrari sa fare meglio di tutti.
