Fiat 500, nuovo stop a Mirafiori: torna l’allarme sul futuro della fabbrica

Mirafiori si ferma prima del previsto per mancanza di componenti sulla Fiat 500 ibrida mentre la Fiom chiede interventi urgenti.
stellantis mirafiori

La Fiat 500 ibrida avrebbe dovuto garantire a Mirafiori una fase produttiva più stabile dopo mesi di cassa integrazione, ma il ritmo dello stabilimento torinese continua a essere irregolare. Nei giorni scorsi Stellantis aveva già ridotto la produzione da 440 a 400 unità al giorno per evitare di accumulare vetture incomplete, mentre ora la linea si fermerà del tutto a partire da lunedì, in anticipo rispetto allo stop già programmato dal 24 al 29 giugno per il maxi ponte di San Giovanni.

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Mirafiori si ferma ancora, la Fiat 500 ibrida resta senza componenti

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La causa indicata dall’azienda è la mancanza di componenti per i motori, riconducibile a difficoltà nella catena di fornitura aggravate dalle tensioni nell’area dello Stretto di Hormuz. Anche se la situazione geopolitica appare meno critica rispetto ai giorni precedenti, le ricadute logistiche possono richiedere tempo prima di rientrare e per Mirafiori ogni giornata di fermo pesa in modo significativo sulla tenuta del piano produttivo.

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La Fiom Cgil ha reagito con toni duri. Il responsabile dello stabilimento, Gianni Mannori, ha parlato di un segnale “pessimo”, sottolineando che dalla fine della cassa integrazione a gennaio questa è la fermata totale più lunga, arrivata proprio quando la 500 ibrida avrebbe dovuto raggiungere il picco di produzione. Il sindacato ha chiesto un intervento rapido delle istituzioni regionali e nazionali e guarda con preoccupazione anche alle tempistiche del piano industriale, dopo che il CEO di Stellantis Antonio Filosa ha confermato la produzione della nuova generazione della 500 a Mirafiori ma non prima del 2030.

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Il divario tra quell’orizzonte e le fragilità attuali è il nodo centrale della questione sindacale. La 500 ibrida dovrebbe funzionare da soluzione ponte per sostenere volumi e occupazione fino a fine decennio, ma i continui stop alimentano il timore che il 2026, indicato come anno della ripartenza e della piena occupazione, possa rivelarsi un’altra fase di incertezza.

Secondo i piani iniziali, la nuova Fiat 500 ibrida avrebbe dovuto garantire 100.000 unità prodotte all’anno, un obiettivo che con questo andamento appare difficile anche solo da avvicinare.