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Fiat 500D: la storia

fiat 500D

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La Fiat 500 apparve nel mercato nel 1957.

Per quanto piccola un’automobile sarà sempre più comoda di uno scooter”, così esordì il progettista Dante Giacosa per difenderne il designer.

Il successo ottenuto fu enorme, in 20 anni, fino a quando fu ritirata dalla produzione la Giardinetta (1977), sono stati prodotti oltre 4 milioni di esemplari di Fiat 500 e suoi derivati.
Nel 1960 venne prodotta la Fiat 500D, che montava un motore di 499,5 cc, arrivando a toccare il 96 km/h. Con la Fiat 500D si poneva fine all’era della versione affannata della Fiat 500 (con il suo motore da 479 cc).

Alcune Fiat 500 erano dotate di una capote di tela, altre avevano il tetto completamente apribile.

L’abitacolo della Fiat 500 è piccolo e funzionale: l’indicatore del carburante  accendeva quando rimanevano 3 litri di benzina, abbastanza per percorrere 65 km.
La Fiat 500 deriva dalla 500 A, prodotta a partire dal 1936. Il suffisso A fa riferimento al progettista che se ne occupò, esperto in motori aeronautici. Tuttavia il pubblico la ribattezzò subito “Topolino”.

La Fiat 500 D fino al 1965 fu prodotta con le portiere incernierate posteriormente; poi le cerniere furono spostate davanti.

Curiosità: la Giardinetta mantenne sempre le portiere originali, fino al termine della sua produzione, nel 1977.

La Fiat 500 è divenuta oggi simbolo automobilistico d’Italia. Il valore di mercato della Fiat 500D è di 2300 euro.

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