Olivier Francois, CEO di Fiat, è intervenuto su Instagram per commentare alcuni render di una possibile nuova Fiat Ritmo firmati dal designer Antonino Barone, che avevano acceso il dibattito tra appassionati divisi tra nostalgia e scetticismo. Francois ha riconosciuto il fascino che il nome Ritmo continua a esercitare e il valore creativo del progetto, ma ha spiegato perché un’operazione del genere oggi sarebbe molto difficile da realizzare. E il problema non è il design. “Disegnare un’auto è la parte più semplice”, ha osservato, ricordando che la sfida vera è capire se quel modello può essere prodotto, venduto e reso profittevole in un mondo che è cambiato radicalmente.

Con l’Europa che punta all’elettrificazione totale entro il 2035 e una transizione già complicatissima da gestire da qui al 2030, pensare a una compatta tradizionale con impostazione classica ha poco senso. Anche sul piano tecnico i conti non tornerebbero facilmente, perché oggi i modelli nascono su piattaforme condivise come la Smart Car, la stessa della Grande Panda, e le proporzioni viste nei render dovrebbero adattarsi a un’architettura reale. Quello che funziona bene in un’immagine non è detto che si possa davvero costruire.
L’ostacolo più grande però è probabilmente il mercato. La Ritmo originale era una hatchback cinque porte, ma la domanda oggi va da tutt’altra parte, ovvero verso SUV e crossover. “C’è differenza tra un’auto che mi piace guardare e una che scelgo di comprare”, ha puntualizzato Francois.

Piuttosto che inseguire la nostalgia della Ritmo, il CEO di Fiat vede più futuro nel rilanciare un concetto come quello della Multipla, costruito attorno a spazio, soluzioni funzionali e una personalità forte. Un approccio che si adatterebbe meglio sia alle famiglie di oggi sia alla direzione che il marchio sta prendendo. Per Francois un nome storico ha senso solo se risponde a un bisogno reale del presente e rafforza davvero l’identità di chi lo produce. Altrimenti, per quanto affascinante, resta un bel disegno e niente di più.
