La Fiat Pandina raccoglierà l’eredità di uno dei modelli più iconici della casa automobilistica torinese e il suo arrivo è previsto tra il 2028 e il 2029, anche se il nuovo piano strategico che Antonio Filosa presenterà a maggio potrebbe chiarire meglio le tempistiche. Nascerà su una piattaforma di nuova generazione condivisa con la futura Fiat 500 e verrà prodotta a Pomigliano, dove sarà affiancata da altre due compatte destinate a rafforzare la presenza del marchio nel mondo delle city car.

Il CEO Olivier François ha parlato di un prezzo inferiore ai 15.000 euro sia per la versione ibrida che per quella elettrica, al netto delle promozioni. Alcune indiscrezioni si spingono fino a ipotizzare una base intorno ai 12.000 euro per la mild hybrid. Tuttavia, una variante solo a benzina non sembra probabile a causa delle normative ambientali, anche se nessuno la esclude del tutto.
Tra le versioni più attese c’è naturalmente la variante 4×4, erede di una tradizione che ha reso la Panda leggendaria su neve e terreni difficili, spesso con risultati migliori di auto molto più costose. Fiat dovrà valutare se ha senso dal punto di vista tecnico e commerciale, ma l’interesse è alto, anche perché una trazione integrale è già stata confermata per la Grande Panda. Si è parlato anche di una possibile variante sportiva, magari con il coinvolgimento di Abarth, che secondo alcune voci potrebbe tornare a essere una declinazione interna a Fiat piuttosto che un marchio separato. Per ora però sono solo ipotesi.

Sul design, François ha anticipato che la Pandina guarderà sia alla nuova Grande Panda sia alla Panda originale degli anni Ottanta. I render circolati online danno un’idea di come potrebbe evolversi l’identità di un modello che per Fiat resta un pilastro assoluto, anche se al momento ci si basa sulle poche informazioni disponibili.
