Sono passati la bellezza di 42 anni (e non sono pochi), un periodo che nel mondo dell’auto equivale a un’era geologica. C’è ancora quell’idea che resiste, che continua a tornare ogni volta che qualcuno, in un ufficio di Stellantis, vicino o lontano da Torino, si chiede cosa abbia reso la Fiat Panda davvero immortale. La risposta, spesso, porta con sé quattro ruote motrici.
La Panda 4×4 originale, quella firmata Giugiaro, quella con l’albero di trasmissione vero e i differenziali meccanici, era spartana quasi per scelta morale. Niente fronzoli, niente promesse di lusso, arrivava dove altre si fermavano e lo faceva senza fare storie.

La Grande Panda 4×4 dovrà raccogliere quell’eredità in un contesto radicalmente diverso. Il mondo è cambiato, abbiamo ora elettrificazione praticamente obbligatoria, piattaforme modulari, normative che si sovrappongono anno dopo anno, e anche Fiat ha cambiato pelle.
L’annuncio ufficiale non c’è ancora, ma le indiscrezioni convergono abbastanza da rendere il progetto più di una suggestione: il modello potrebbe arrivare tra la fine del 2026 e il 2027, sfruttando la piattaforma Smart Car, più recente e flessibile su scala globale.

Lo schema tecnico, un ibrido, prevede un motore da 110 CV sull’asse anteriore e un motore elettrico da circa 28 CV al posteriore. Una storia già vista su Jeep Avenger 4xe e Alfa Romeo Junior Q4, adattata a proporzioni più compatte e, presumibilmente, a un prezzo più democratico. Nessuno si aspetta una fuoristrada dura e pura, non c’è da aspettarselo. Quello che i 28 CV al posteriore possono offrire è qualcosa di più concreto: maggiore sicurezza su fondi viscidi, neve leggera, sterrati.
Il posizionamento potrebbe rivelarsi il vero asso nella manica. Il mercato compatto con trazione integrale non abbonda: Suzuki Swift 4WD, Toyota Yaris Cross AWD-i e Dacia Duster 4×4 percorrono strade molto diverse per tecnologia e prezzo. Una 4×4 elettrificata sotto i 25.000 euro, con un nome capace di evocare ricordi precisi, è una proposta che non si trova spesso.
La Grande Panda piace già, specie all’estero, dove in certi mercati è stata accolta meglio della Sandero. La versione 4×4 potrebbe finalmente darle quel carattere che alle utilitarie moderne manca quasi sempre.
