Da perdere 366 milioni di dinari (3,1 milioni di euro) a incassarne 3,71 miliardi di utile netto, la Fiat Grande Panda ha fatto a Kragujevac quello che nessun piano industriale carico di slide era riuscito a fare. FCA Serbia ha chiuso il 2025 con circa 31,5 milioni di euro di profitto, dopo il rosso del 2024.
I numeri, riportati dalla stampa serba sulla base dei bilanci raccolti dall’agenzia nazionale dei registri delle imprese, raccontano una svolta netta. I ricavi operativi sono cresciuti di 9,6 volte, fino a 118,3 miliardi di dinari, come sottolinea l’economista Petar Veselinović. Il motore di questo balzo è l’avvio della produzione in serie dei nuovi modelli, con la Grande Panda in prima fila e la Citroën C3 a darle manforte.

Un dettaglio che pesa, circa il 90% delle vetture prende la strada dell’Unione Europea. Attenzione, però, perché questo dato racconta dove vanno le auto, non quanta fetta di mercato europeo si siano conquistate. Sono due cose molto diverse, e conviene non confonderle.
Serbia a parte, Stellantis guarda anche a sud. In Algeria il gruppo sta allargando il perimetro del polo Fiat di Tafraoui, nella provincia di Orano, e cerca partner per irrobustire la filiera locale. Qui, però, siamo nel territorio delle promesse e non dei bilanci chiusi.
Il 19 ottobre Raoui Beji, responsabile locale Stellantis, ha incontrato Djamel Cherdoud, amministratore delegato di Naftal, per ragionare su possibili collaborazioni e sviluppo dell’industria automobilistica nazionale. Incontro esplorativo, precisano le fonti: nessun contratto, nessun dettaglio operativo. Qualche giorno prima, Beji aveva visto anche il Ministro dell’Industria Farid Kourtel per parlare di integrazione locale e di una rete di fornitori più ampia, con l’idea di coinvolgere più aziende algerine nella produzione di componenti e accessori.
I numeri dell’ampliamento, invece, sono già messi nero su bianco. Tafraoui dovrà arrivare a 135.000 veicoli l’anno entro il 2028, con reparti di lastratura e assemblaggio estesi e una nuova unità di verniciatura. Per il 2026 l’obiettivo dichiarato è di 90.000 vetture, mentre il progetto dovrebbe generare oltre mille posti di lavoro tra diretti e indiretti.
Da una parte, dunque, la Grande Panda è co-protagonista di un utile già in cassaforte, dall’altra si parla di una scommessa da giocare nei prossimi anni. Chissà se, per Mirafiori, qualcuno stia prendendo appunti.
