Peugeot e Citroën restano a guardare: Stellantis “nasconde” i marchi francesi in Algeria

Stellantis espande in Algeria con Fiat e Opel, ma esclude Peugeot e Citroën. In Francia cresce il sospetto che sia una scelta politica.
stellantis, orano

Fiat è già insediata a Tafraoui, vicino a Orano, in Algeria, dall’ottobre 2023. Assembla Doblò, 500 e Grande Panda, ha superato gli 80.000 veicoli prodotti e punta a 90.000 unità nel solo 2026, con l’obiettivo di portare l’integrazione locale oltre il 30 per cento.

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Adesso tocca a Opel: l’amministratore delegato Florian Huettl ha firmato una lettera d’intenti per avviare la produzione di veicoli nel Paese e, in prospettiva, anche quella di motori. Tutto pensato per costruire intorno all””esperienza tecnologica tedesca”, con qualche discrezione sul fatto che Opel appartiene a Stellantis e che la tecnologia, in fondo, viene dallo stesso gruppo.

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Peugeot e Citroën, nel frattempo, guardano da fuori. In Francia cominciano a farsi domande scomode sul perché il gruppo guidato da Antonio Filosa stia costruendo la propria presenza algerina attraverso marchi italiani e tedeschi, lasciando ai margini le due insegne storicamente più radicate nel Maghreb.

La risposta che circola sulla stampa transalpina non è solo industriale. I rapporti tra Parigi e Algeri restano carichi di tensione, mentre Roma e Berlino sembrano godere di un accesso diplomatico più fluido. Stellantis avrebbe semplicemente scelto di non esporre i propri marchi francesi in un mercato dove il clima politico può diventare un problema commerciale nel giro di poco.

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Il precedente di Renault serve da manuale. Il gruppo era entrato in Algeria nel 2014 con ambizioni solide, ma tra blocchi all’importazione di componenti, rinegoziazioni continue e deterioramento dei rapporti bilaterali, aveva progressivamente ridotto l’attività fino a chiudere lo stabilimento di Orano nel 2023. Una ritirata tutt’altro che indolore.

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Le difficoltà strutturali restano reali anche per chi è rimasto. Nel 2024 Tafraoui ha prodotto poco più di 18.000 veicoli, lontano dagli obiettivi dichiarati. Burocrazia, carenza di tecnici qualificati e una filiera locale ancora fragile frenano la crescita dell’intera industria automobilistica algerina.

Stellantis, quindi, gioca in Algeria con le facce che ritiene più presentabili al tavolo attuale. Fiat e Opel avanzano, Peugeot e Citroën aspettano. Se sia una scelta tattica temporanea o un riposizionamento strutturale, il gruppo per ora non lo dice.