Antonio Filosa esclude la chiusura delle fabbriche francesi di Stellantis e indica nelle collaborazioni industriali una strada per aumentarne l’attività. Intervistato da Le Parisien, l’amministratore delegato ha inoltre rivolto le proprie scuse agli automobilisti coinvolti nei problemi dei motori PureTech e degli airbag Takata, promettendo nuovi investimenti sulla qualità.

Il manager cita una futura Citroën elettrica ispirata alla 2CV, da collocare indicativamente attorno ai 15.000 euro, per spiegare come il gruppo intenda tornare a proporre automobili più economiche. La cifra rappresenta un riferimento per lo sviluppo del modello, pensato per gli spostamenti quotidiani e per chi cerca una vettura semplice, senza sostenere la spesa richiesta oggi da molte elettriche.
Stellantis vuole portare l’utilizzo degli impianti europei dal 60% del 2025 all’80% nel 2030, intervenendo anche sulla capacità installata, che il piano FaSTLAne 2030 prevede di ridurre di circa 800.000 vetture. Alcuni siti potranno quindi essere riconvertiti e cambiare attività, pur restando aperti, adattando l’organizzazione industriale ai volumi che il mercato può assorbire.
Dongfeng e Leapmotor sono i partner richiamati da Filosa per occupare una parte delle linee sottoutilizzate. Nella prospettiva illustrata dal CEO, condividere gli stabilimenti permetterebbe di tutelare l’occupazione e, se le condizioni lo consentiranno, assumere nuovo personale.

Le sospensioni previste in ottobre a Rennes e Sochaux dipendono dall’insufficiente disponibilità di batterie destinate alle elettriche con maggiore autonomia. A Mulhouse, dove le linee resteranno ferme dal 15 al 30 ottobre, pesano invece la domanda e la fase conclusiva del ciclo commerciale di alcuni modelli.
Le criticità delle precedenti versioni del tre cilindri PureTech da 1,2 litri, fra cui il consumo eccessivo d’olio e il deterioramento prematuro della cinghia di distribuzione, hanno alimentato le contestazioni dei proprietari. Filosa riconosce le difficoltà affrontate dai clienti e promette di continuare a investire per migliorare la qualità delle vetture.
Il gruppo ha già attivato quasi 50 squadre incaricate di affrontare i difetti di qualità, riunendo competenze necessarie a individuare e correggere le anomalie. Il programma FaSTLAne 2030 fissa al 2028 il traguardo di raggiungere la fascia più alta dei risultati del settore in tutte le regioni e nei segmenti nei quali Stellantis è presente.
