Stellantis brevetta la batteria sganciabile: l’auto potrebbe allontanarsi dall’incendio

Brevetto Stellantis

Quando una batteria ad alta tensione comincia a surriscaldarsi, il tempo a disposizione per intervenire può ridursi rapidamente. Le celle possono danneggiarsi una dopo l’altra, il calore può aumentare senza controllo e l’incendio diventa molto più difficile da spegnere rispetto a quello di un’auto tradizionale. Stellantis sta valutando una risposta decisamente insolita: se il pacco batteria diventa troppo pericoloso, l’auto potrebbe scollegarlo, lasciarlo sull’asfalto e allontanarsi da sola.

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Una soluzione estrema per isolare la batteria in fiamme nel brevetto di Stellantis

L’idea è contenuta in un brevetto depositato negli Stati Uniti dalla Stellantis e pubblicato dall’ufficio brevetti americano il 17 settembre 2026. Il titolo è “High-Voltage Battery Quick Release System for Vehicle” e il documento descrive una vettura capace di separare la batteria ad alta tensione dal resto della struttura quando viene rilevato un grave problema.

Non si parla soltanto di un incidente. Il sistema potrebbe intervenire anche nel caso in cui la batteria venga danneggiata, raggiunga temperature anomale o inizi a manifestare i segnali di una fuga termica. È il fenomeno che preoccupa maggiormente tecnici e vigili del fuoco: una cella si surriscalda, trasmette calore a quelle vicine e innesca una reazione a catena. Nel frattempo possono liberarsi gas infiammabili e il pacco può continuare a riaccendersi anche dopo che le fiamme sembrano domate.

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Per questo, in caso di incendio, spesso non basta spegnere la carrozzeria. I soccorritori devono raffreddare a lungo la batteria, utilizzare grandi quantità d’acqua e controllare il veicolo anche nelle ore successive. Stellantis, almeno sulla carta, prova a risolvere il problema alla radice: separare la fonte del pericolo dall’auto.

Il comando potrebbe essere attivato dai sensori oppure da una persona presente sul posto. Il conducente avrebbe a disposizione un pulsante o una leva nell’abitacolo, mentre i soccorritori potrebbero trovare un secondo comando all’esterno, per esempio nella zona del bagagliaio. Il brevetto prende in considerazione anche un interruttore a levetta o un comando sul display centrale.

Dopo l’attivazione, il sistema dovrebbe interrompere il collegamento elettrico tra la batteria e il resto della vettura. Solo in un secondo momento entrerebbe in funzione lo sgancio meccanico. Per liberare il pacco dal pianale vengono ipotizzati elementi scorrevoli, strutture a rilascio rapido e persino dispositivi pirotecnici. In pratica, la batteria verrebbe sganciata dal fondo dell’auto e lasciata a terra, invece di rimanere collegata a una vettura ormai avvolta dalle fiamme.

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La soluzione più sorprendente riguarda ciò che succederebbe subito dopo. Senza la batteria principale, l’auto potrebbe sfruttare l’accumulatore ausiliario da 12 volt per alimentare il motore elettrico e spostarsi autonomamente. Non abbastanza, naturalmente, per riprendere il viaggio, ma forse per avanzare quel tanto che basta ad allontanare l’abitacolo dal pacco surriscaldato. L’obiettivo sarebbe creare uno spazio di sicurezza tra la batteria, gli occupanti e gli eventuali soccorritori.

Stellantis

Il brevetto non indica la distanza percorribile. Potrebbero essere pochi metri, oppure qualche centinaio, a seconda del peso della vettura e dell’energia ancora disponibile. Ed è proprio qui che emergono le domande più delicate. Una batteria da diverse centinaia di chilogrammi, ancora calda o già incendiata, non sarebbe un oggetto innocuo se lasciata sulla carreggiata. Potrebbe mettere in pericolo altri automobilisti, pedoni e squadre di emergenza.

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Per il momento non c’è alcuna conferma sull’arrivo del sistema su un modello di serie. Stellantis potrebbe averlo brevettato per proteggere un’idea ancora lontana dalla produzione. Il documento dimostra però che, oltre a migliorare raffreddamento e materiali, i costruttori stanno esplorando anche soluzioni molto più drastiche per gestire gli incendi delle batterie.