Il 2026 sarà l’anno in cui Fiat proverà a convincere il mondo che non vive solo di 500. Anche perché, a vedere com’è andata con l’elettrica, c’era da strapparsi i capelli dalla disperazione. La casa torinese ha già messo sul piatto la Qubo L, un ritorno inaspettato nel segmento delle monovolume che fa da apripista a una possibile nuova Multipla entro fine decennio.

Nel frattempo, la Grande Panda con motore a benzina sta per sbarcare nelle concessionarie, con le prime consegne attese a fine febbraio. Una mossa che dovrebbe finalmente dare ossigeno alle vendite del modello, considerando che l’elettrico, in soldoni, non ha mai fatto impazzire gli automobilisti.

Ma è in estate che arriverà il pezzo forte, ovvero quel SUV di segmento C che tutti chiamano in modo diverso perché nessuno sa ancora come si chiamerà davvero. Giga Panda, Grizzly, o chissà quale altro nome partorito all’ultimo dall’ufficio marketing di Stellantis. Fatto sta che questo modello lungo tra i 4,4 e i 4,5 metri, dalle forme squadrate e con prezzi a partire da circa 20 mila euro per la versione a benzina, debutterà nei prossimi mesi. Gli ordini si apriranno subito dopo la presentazione e, se le voci sono confermate, potrebbe arrivare anche in versione a 7 posti. Perché quando non sai cosa fare, fai un SUV. E se proprio vuoi esagerare, lo fai anche a 7 posti.
L’altra grande scommessa è la Fastback, versione coupé del SUV misterioso, già avvistata camuffata in giro per l’Europa. Anche questa dovrebbe debuttare entro fine anno, con l’ambizione di dare impulso alle vendite globali. Staremo a vedere se il mercato premierà l’ennesima variante di un modello che ancora non ha un nome definitivo.

Non finisce qui. Entro dicembre potrebbe arrivare la Grande Panda 4X4, di cui Fiat ha già mostrato qualche teaser lo scorso anno, e si parla anche di un nuovo quadriciclo elettrico L7, una sorta di Topolino cresciuta.
Insomma, cinque novità in dodici mesi per confermare Fiat come il marchio più immatricolato di Stellantis. Siamo curiosi di scoprire se basteranno a riconquistare chi, negli ultimi anni, ha guardato altrove mentre Torino inseguiva un futuro elettrico senza troppo seguito.
