Dopo mesi in cui sembrava che il futuro di Fiat fosse legato quasi esclusivamente all’elettrificazione, il 2026 segnerà un cambio di rotta. I motori a benzina, dati da molti per superati, torneranno ad avere un ruolo centrale nella gamma del marchio. Il primo di questi arriverà già a febbraio, quando inizieranno le consegne della Grande Panda con motore termico e cambio manuale. Si tratta di una versione molto attesa, che inizialmente sembrava destinata a non vedere mai la luce e che invece è stata ufficializzata lo scorso settembre con l’apertura degli ordini. Al Salone dell’auto di Bruxelles 2026 i vertici Fiat hanno confermato che la produzione è già partita e che le prime vetture raggiungeranno i clienti italiani entro la fine del mese.

La Fiat Grande Panda a benzina sarà equipaggiata con il nuovo motore tre cilindri turbo T-Gen3 da 1.2 litri. Un’unità di nuova generazione che permetterà al modello di essere proposto a un prezzo inferiore ai 15.000 euro. Una scelta che punta chiaramente ad allargare la platea di potenziali acquirenti e a sostenere i volumi, che potrebbero addirittura superare quelli dello scorso anno.
Ma la Grande Panda non sarà l’unica a beneficiare di questo ritorno al termico. Nel corso della primavera anche la Fiat 600 verrà proposta con un motore a benzina e cambio manuale. Si tratterà dello stesso 1.2 turbo tre cilindri da 101 CV già previsto per la Panda, una soluzione che andrà ad affiancare le versioni ibride già in gamma. L’introduzione di questa motorizzazione permetterà di abbassare il listino della 600 di circa 2.000 euro rispetto alla variante ibrida, rendendola più accessibile e competitiva.

Secondo la strategia voluta dall’amministratore delegato Olivier François, il ritorno dei motori a benzina sarà fondamentale per recuperare quote di mercato e rafforzare la presenza del marchio nei segmenti più popolari. I primi effetti, in termini di vendite, sono attesi già entro la fine dell’anno, con un impatto particolarmente significativo in Italia e nei principali Paesi europei.
