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Fisco auto aziendale: cosa chiedono le imprese al Governo

L’Esecutivo parrebbe aver preso almeno in esame le istanze delle imprese sul fisco auto aziendale. Ma la partita è lunghissima

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Italia caso raro in Europa, col Fisco auto aziendale che picchia durissimo. Ma L’Esecutivo parrebbe aver preso almeno in esame le istanze delle imprese per alleggerire il peso delle tasse. Il commento dell’Associazione Aniasa all’ordine del giorno? Un riconoscimento tangibile su una battaglia storica dell’Associazione che negli ultimi mesi ha trovato crescente sensibilità negli stakeholder istituzionali e e nel mondo della politica.

L’ordine del giorno impegna il Governo a “valutare la possibilità di allineare la percentuale di detraibilità dell’IVA e della deducibilità dei costo delle auto aziendali ai livelli europei. Al fine di incentivare e sostenere le partite IVA che utilizzano le auto ai fini lavorativi, le aziende che usufruiscono delle flotte aziendali fortemente colpite dall’emergenza Covid, nonché in generale il settore automotive”.

Così, per la prima volta, c’è un ordine del giorno sulla fiscalità dell’auto aziendale; una tappa  sul percorso che auspicabilmente porterà il nostro Paese a rivedere nei prossimi mesi questa penalizzante imposizione fiscali che non ha pari in Europa.

L’obiettivo a più riprese evidenziato dall’Associazione è annullare definitivamente il regime di proroga praticato da oltre 30 anni rispetto alle Direttive europee che consentono la detraibilità totale dell’IVA e la deducibilità del  costo di acquisto e di gestione dell’auto aziendale.

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Fisco auto aziendale: Italia diversa dagli altri Paesi

Un grave disallineamento, una minor competitività specialmente per l’export. Su una vettura aziendale media (valore 30.000 euro) il totale di detrazioni e deduzioni fiscali in Italia ammonta a 5.778, meno di un quinto di quanto riescono a scaricare le aziende tedesche e spagnole. E circa un quarto di Francia e Gran Bretagna. Non siamo competitivi.

Il recupero di questo gap, che supera il 400%, permetterebbe una maggiore diffusione dell’auto aziendale, che con il suo più rapido turn-over contribuirebbe a ridurre l’età media del parco circolante attraverso un turnover più rapido del nostro parco auto.

Specie con noleggio lungo termine, ci sarebbe un’accelerazione dell’inserimento in flotta di autovetture a basso impatto ambientale. Il riferimento è alle auto elettriche.

E ora, che succede? In passato, il Governo ha parlato tantissimo, assieme al Parlamento e ai ministri, degli incentivi. Discussioni, promesse. Poi, il nulla. Chissà, vedremo .

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