Fare l’amministratore delegato di una casa automobilistica, nel 2026, non sarebbe esattamente una passeggiata di salute. Stando a un rapporto di Alixpartners, è diventato uno dei lavori più stressanti in circolazione, un ruolo che consuma nervi, sonno e certezze con una velocità imbarazzante. Il settore auto, al momento, si conferma un tritacarne per chi sta ai vertici, più di quanto accada in altri comparti industriali.
I CEO del settore segnalano livelli di fallimenti organizzativi e interferenze nei piani aziendali superiori rispetto ai loro stessi collaboratori diretti e, soprattutto, più di qualsiasi altro settore. Nel mondo auto questo accade nel 74% dei casi, contro il 72% nell’aerospaziale, il 73% nel retail e il 71% nei servizi finanziari e nei media. Praticamente, un Festival del Caos permanente dove la pianificazione strategica si scontra quotidianamente con una realtà ingestibile. Non è proprio una grande novità di questi tempi.

Lo studio ha coinvolto circa 3.000 leader provenienti da oltre 11 paesi diversi, metà dei quali lavora in aziende con un fatturato annuo superiore a 1 miliardo di dollari. Si parla di CEO di case automobilistiche, concessionarie, centri assistenza, fornitori di servizi post-vendita. Un campione abbastanza rappresentativo per capire che il problema è sistemico.
La situazione è complicata da uno scenario geopolitico instabile come pochi: da una parte c’è una Cina sempre più aggressiva commercialmente, dall’altra gli Stati Uniti di Donald Trump, le cui politiche protezionistiche e tariffarie cambiano umore più velocemente di un adolescente. A questo si aggiunge la transizione ai veicoli elettrici, imposta dall’alto senza che infrastrutture o mercato siano davvero pronti a seguire.
Non sorprende, quindi, che negli ultimi mesi si sia assistito a un valzer di nomine ai vertici delle principali case automobilistiche mondiali. Toyota ha appena annunciato che Kenta Kon prenderà il posto di Koji Sato dal 1° aprile. Antonio Filosa è il nuovo CEO di Stellantis da metà 2025, dopo l’uscita di scena di Carlos Tavares. Luca de Meo si è dimesso dalla guida di Renault, passando il testimone a François Provost. Wayne Griffiths ha lasciato SEAT e Cupra all’inizio del 2025, mentre Oliver Blume ha dovuto scegliere tra Volkswagen e Porsche, optando per la prima e lasciando a Michael Leiters la seconda. Anche BMW ha vissuto il suo cambio di guardia, con Oliver Zipse estromesso dopo 35 anni in favore di Milan Nedeljković.

Il dato più inquietante? Più di 4 dirigenti automotive su 10 sono preoccupati per la sicurezza del proprio posto di lavoro. In altri settori, la media è significativamente inferiore, intorno al 28%. Così, apparentemente, nell’automotive il tuo ruolo da CEO vale quanto un contratto a tempo determinato in un call center. Solo che guadagni (molto) di più e hai molte più responsabilità.
