Il GPL sorride ancora per poco: il miracolo che l’UE vuole bandire

Il GPL umilia l’elettrico, vendite in crescita del 10% e record per Dacia. Ecco perché l’auto a gas sarebbe l’unica vera risposta alla crisi.
GPL GPL

Gli schiavi della mobilità “green” continuano a sbattere la testa contro il muro delle colonnine malfunzionanti e i listini prezzi che sembrano rate del mutuo, c’è un fantasma che si è messo a correre più forte di tutti e ha tre semplici lettere. Si chiama GPL.

Advertisement

Lo davano per morto, sepolto sotto una coltre di retorica elettrica, e invece nel 2025 il gas di petrolio liquefatto si è preso una rivincita da urlo, crescendo del 10% in Europa con quasi 350.000 unità immatricolate. Un miracolo? No, semplice spirito di sopravvivenza in un mercato che non vuole più promesse non mantenute.

GPL
Advertisement

Questo successo è il figlio naturale della miopia di un’industria automotive che ha provato a forzare la mano su una transizione elettrica calata dall’alto. Di fronte ai tagli ghigliottina delle emissioni CO2 imposti dai limiti CAFE, il GPL è passato da “scelta dei poveri” a scialuppa di salvataggio obbligata.

Il Gruppo Renault, con Dacia, ha fiutato l’affare (va bene, momentaneo) prima degli altri. Oggi domina l’89% del mercato con oltre 228.000 unità vendute. La Sandero non è solo un’auto economica, è lo schiaffo in faccia a chi pensava che la gente avrebbe accettato l’elettrico a scatola chiusa.

I numeri non mentono, anche se a Bruxelles danno fastidio. Un’auto a GPL emette l’11% di CO2 in meno rispetto alla benzina, azzera quasi il particolato fine e produce 13 volte meno ossidi di azoto del diesel. Guardate il nuovo Duster Hybrid-G con 1.500 km di autonomia reale, un taglio di 20 g/km di CO2 e il bollino “green” (dove prescritto dalla legge) per zone a traffico limitato senza dover pregare per la ricarica.

GPL
Advertisement

L’Italia, che di pragmatismo se ne intende quando c’è da risparmiare, guida la carica europea con 141.000 immatricolazioni a GPL, seguita da una Spagna che ha visto un balzo del 77%. Abbiamo una soluzione che funziona, piace ai clienti e rispetta l’ambiente, eppure ha già la data di scadenza sulla fronte.

Frank Marotte di Dacia e perfino Antonio Filosa di Stellantis lo sanno bene: nel 2030 i giochi potrebbero finire. L’ennesimo inasprimento normativo previsto dall’UE cancellerà i vantaggi economici del gas per forzare tutti verso la spina.