Il futuro del diesel minacciato da normative stringenti

Il futuro del diesel sembra essere minacciato ultimamente da normative molto più stringenti che in passato, in tema di emissioni. La legislazione europea ritiene infatti la motorizzazione diesel particolarmente inquinante. Vediamo cosa sta succedendo.

Le prime limitazioni ai diesel in Italia sono scattate in Pianura Padana e sono già in vigore dal 1 ottobre al prossimo 31 marzo 2019. Le regioni interessate sono Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Il divieto di circolazione, nei giorni feriali, è stato ampliato fino alle vetture Euro 3.

Le limitazioni sono state applicate principalmente per i comuni con più di 30.000 abitanti posti all’interno di zone dove è stato superato il valore limite di PM10 e di NO2. Attenzione perché entro il 1 ottobre 2020 verranno limitate anche le Euro 4 e le Euro 5 entro il 1 ottobre 2025. Per sapere se l’auto che si possiede può circolare bisognerà verificarne la classe ambientale collegandosi a www.ilportaledellautomobilista.it inserendo la propria targa.

Grazie all’introduzione delle norme RDE (Real Drive Emissions), che prevedono test di emissioni calcolati durante le normali condizioni reali di guida grazie a strumentazioni specifiche installate sulle auto, pare davvero che il blocco per le auto diesel avverrà entro il 2020.

Ricordiamoci che il futuro delle motorizzazioni diesel risultava non proprio roseo nel 2015, quando esplose il fenomeno “dieselgate” negli USA. L’agenzia per la protezione ambientale americana scoprì infatti un software che permetteva di aggirare le normative sulle emissioni di NOx sui veicoli del Gruppo Volkswagen.

Anche grazie a questa pagina nera sulla motorizzazione diesel, a Parigi hanno annunciato che i diesel saranno aboliti a partire dal 2020 e ad Atene dal 2025.

C’è da dire però che nonostante si stia puntando all’abolizione del diesel, almeno il mercato italiano non sembra “mietere vittime” al momento. Nel 2017 infatti le immatricolazioni delle auto diesel sono aumentate del 3,8% anche se a settembre e ottobre 2018 si registra un calo. Ci sarà soltanto da aspettare per comprendere come svolgerà la situazione.

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