L’alleanza Renault-Nissan vuole fare sul serio nel segmento delle city car elettriche, e stavolta tocca al marchio giapponese. Si chiama Wave, eredita la piattaforma AmpR Small della nuova Twingo elettrica e si presenta con un’identità stilistica che guarda indietro, basti pensare ad alcune sue ultracompatte anni Ottanta e Novanta, per provare a distinguersi dalla cugina francese con cui condivide le fondamenta tecniche. Un esercizio di personalità che, però, non sembra riuscire estremamente bene (come accaduto con la Micra-Renault 5).

Le proporzioni restano contenute, con una lunghezza sotto i 3,8 metri: misure pensate per il traffico urbano senza sacrificare l’abitabilità interna, vantaggio strutturale dell’architettura dedicata ai modelli elettrici. Il carattere, lo conosciamo se abbiamo guardato bene la Twingo, è quello di una piccola dal profilo morbido e quasi retrò-futuristico, con superfici che richiamano le compatte storiche del marchio.

Sotto la carrozzeria, un powertrain già collaudato. Dunque, motore elettrico da circa 82 CV e batteria LFP tra i 27,5 e i 30 kWh, per un’autonomia stimata tra i 260 e i 300 km nel ciclo WLTP. Numeri calibrati sull’uso quotidiano urbano ed extraurbano breve, senza ambizioni che vadano oltre l’utilizzo cittadino o moderatamente extra-urbano.

Il punto più interessante è il prezzo. Grazie alla condivisione della tecnologia con Renault e a processi produttivi ottimizzati, Nissan punterebbe a un listino vicino ai 20.000 euro. Una soglia che la porrebbe in diretta concorrenza con la Twingo elettrica, la futura Volkswagen compatta ID.1, la Fiat Grande Panda e la BYD Dolphin Surf. Il segmento, lo stiamo notando, si sta affollando rapidamente: qui la differenziazione stilistica potrebbe fare la differenza molto più dei cavalli.
Il debutto è atteso verso fine 2026 o inizio 2027, con l’arrivo in concessionaria qualche mese dopo. L’alleanza tra Nissan e i francesi sta costruendo un ecosistema di piccole elettriche accessibili con la stessa piattaforma base, declinata in identità diverse. Che il mercato la premi è, inevitabilmente, una storia tutta da scoprire nei prossimi anni.
