Nissan Juke 2026, il nuovo crossover resta molto divisivo

Nissan svela il design della nuova Juke 2027: un crossover 100% elettrico ispirato al concept Hyper Punk. Confermata la versione ibrida.
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Se immaginate un concept tipicamente (e rischiosamente) giapponese, e ci aggiungete una spina e avrete la terza generazione della Nissan Juke, praticamente l’auto che ha inventato i crossover compatti e che ora prova a reinventarsi come un modello elettrico.

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Nissan ha sollevato il velo durante l’evento “Nissan Vision” in Giappone, mostrandoci una carrozzeria che sembra uscita direttamente da un set di un film sci-fi, ma con un piccolo dettaglio. Si tratta di una scatola chiusa. Niente interni, niente specifiche definitive, solo una promessa estetica che punta dritta al cuore della clientela giovane.

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La nuova Juke, attesa per la primavera del 2027, abbandona le rotondità simpatiche degli esordi per abbracciare le linee taglienti dell’Hyper Punk concept. È un azzardo stilistico muscolare, spigoloso, quasi arrogante, costruito sulla piattaforma CMF-EV, la stessa “ossatura” che dovrà sostenere anche la prossima Leaf.

Parliamo di un’architettura pensata per gli elettroni, che dovrebbe garantire alla Juke una doppia anima. Una batteria da 52 kWh per chi si accontenta del tragitto casa-ufficio e una da 75 kWh per chi sogna di superare la barriera dei 600 km con una sola ricarica. Con una potenza che potrebbe toccare i 217 CV, la Juke smette di essere la macchinina da città per diventare un oggetto dinamico, supportato da un telaio che Nissan giura essere migliore rispetto alla Leaf.

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Su tutto questo entusiasmo elettrico, c’è un’altra notizia: la vecchia Juke non va in pensione. Nissan ha capito perfettamente che il mercato non è ancora pronto a un passaggio netto ai soli watt. Mentre la nuova arrivata verrà sfornata dalle linee di Sunderland con la tecnologia Vehicle-to-Grid (il sogno di trasformare l’auto in una centrale elettrica domestica), la Juke ibrida continuerà a presidiare i listini. È la mossa del “doppio binario”: vendere il futuro futuristico a chi può permetterselo, mantenendo in vita il motore termico aggiornato per chi deve fare i conti con la realtà delle colonnine che non ci sono.