Nissan taglia 900 posti di lavoro in Europa

La decisione di Nissan arriva all’interno di un piano più ampio di riduzione dei costi
Nissan

Nissan si prepara a ridisegnare l’organizzazione dello stabilimento di Sunderland, il suo unico impianto produttivo in Europa. La decisione arriva all’interno di un piano più ampio di riduzione dei costi, che prevede 900 tagli nella regione. Il passaggio più significativo riguarda la chiusura di una delle due linee di produzione del sito britannico.

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Nissan chiude una linea di produzione nel sito di Sunderland

Sunderland resta un polo centrale per il marchio giapponese. Qui vengono prodotte vetture molto importanti per il mercato europeo, come Qashqai, Juke e la nuova Leaf elettrica. Con la riorganizzazione, tutti e tre i modelli saranno assemblati sulla stessa linea. Nissan ha comunque chiarito che questo cambiamento non comporterà licenziamenti diretti all’interno dello stabilimento, anche se alcune posizioni nel Regno Unito potrebbero rientrare nel piano complessivo di riduzione del personale.

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La scelta racconta bene la fase che sta attraversando il sito. Nel 2025 Sunderland ha prodotto 273.174 auto, un volume distante dai tempi in cui la fabbrica superava il mezzo milione di unità l’anno. Per gestire il nuovo assetto, la seconda linea passerà a tre turni nella seconda metà dell’anno, così da compensare parte della capacità produttiva persa.

Nissan spiega l’intervento con la necessità di costruire un’azienda “più snella e resiliente”, capace di adattarsi più velocemente alle trasformazioni del mercato. Il piano europeo non riguarda soltanto il Regno Unito: tra le misure allo studio ci sono anche la chiusura parziale del magazzino ricambi di Barcellona e una nuova gestione commerciale nei Paesi nordici, basata su un modello di importazione.

La linea che verrà liberata potrebbe però diventare un’opportunità. Nissan punta infatti ad attirare a Sunderland un secondo costruttore automobilistico, così da utilizzare meglio gli spazi disponibili e salvaguardare l’occupazione. Tra i nomi accostati all’impianto ci sono quelli dei gruppi cinesi Chery e Dongfeng, interessati a rafforzare la propria presenza produttiva in Europa.

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Il contesto resta competitivo. Nel Regno Unito, la quota di mercato Nissan è scesa al 3,7% nei primi quattro mesi del 2026, rispetto al 5,6% del 2016. Nello stesso periodo, Chery si è avvicinata al 5%, MG ha raggiunto il 4% e BYD è arrivata al 3,45%.

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La riorganizzazione di Sunderland rientra nel piano globale guidato dall’amministratore delegato Ivan Espinosa, avviato dopo una perdita di 3,8 miliardi di sterline nell’esercizio chiuso a marzo 2025. Per Nissan, la sfida è delicata: ridurre i costi senza indebolire un sito che resta strategico per il futuro industriale del marchio in Europa.