È il momento di fare un bel respiro profondo, Godzilla non ha alcuna intenzione di trasformarsi in un elettrodomestico. Almeno non subito. Da Yokohama arriva la notizia che tutti stavamo aspettando, quella che profuma ancora di benzina. La futura Nissan GT-R, l’attesissima generazione R36, è ufficialmente in fase di sviluppo e non avrà bisogno di una spina di ricarica.
Ivan Espinosa, CEO di Nissan, e Richard Candler, l’uomo delle strategie di prodotto del marchio, sono stati chiari. Il messaggio è arrivato in modo inequivocabile: la tecnologia attuale delle batterie al litio è, per usare un eufemismo, un limite insormontabile per una vettura che ha fatto della brutalità e dell’efficacia dinamica il suo unico credo.

Candler ha ammesso che le attuali chimiche non sono in grado di produrre un mostro sacro come la GT-R. Un pacco batterie peserebbe quanto un rimorchio, uccidendo l’agilità di Godzilla (paradossalmente facendolo diventare davvero un lento mostro) e trasformando una leggenda delle piste in un pachiderma.
Certo, i tempi in cui si poteva ignorare l’ecologia sono finiti da un pezzo. Con le normative sulle emissioni che, fuori dagli Stati Uniti, somigliano sempre più a una ghigliottina sul collo dei motoristi, una R36 GT-R ibrida è praticamente inevitabile. Ma c’è una differenza abissale tra un’auto “aiutata” dall’elettrificazione e un’auto “schiava” della ricarica.
Per la nuova Nissan iconica non useranno le batterie come propulsore primario nella prossima generazione. La futura supercar giapponese dovrà essere elettrificata per mero buon senso normativo, ma il cuore pulsante rimarrà quello termico, perché la tecnologia elettrica non è ancora abbastanza matura per soddisfare i requisiti minimi di quello che è, a tutti gli effetti, un monumento nazionale giapponese.

La scelta di Nissan è una boccata d’ossigeno puro. Senza la giusta tecnologia, una versione a batteria della GT-R non avrebbe alcun senso, se non quello di accontentare qualche burocrate. La R36 si preannuncia speciale proprio perché ha il coraggio di restare fedele al suo DNA, preferendo l’ibridazione intelligente al suicidio elettrico.
