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La Porsche 356 A dei record è giunta in Antartide

Renee Brinkerhoff ha ottenuto l’unico regalo di Natale che desiderava davvero: raggiungere l’Antartide a bordo di una splendida Porsche 356

356 A Antartide

L’appassionata di rally Renee Brinkerhoff è una pseudo sopravvissuta a bordo della sua Porsche 356. Questo perché nel mese maggiormente dedito ai regali, Renee Brinkerhoff ha ottenuto l’unico regalo di Natale che desiderava davvero: realizzare la sua ambizione di guidare un’auto d’epoca in condizioni estenuanti in tutti e sette i continenti completando un raid di oltre 570 chilometri attorno all’Antartide a bordo di una splendida Porsche 356 A che l’aveva già condotta 32mila chilometri in una serie di eventi di resistenza fra i più difficili del mondo.

Ma per Renee Brinkerhoff si tratta di molto di più di una semplice spinta votata esclusivamente alla competizione. Guidando sotto la bandiera del “Valkyrie Racing” ha infatti assicurato quasi 500.000 dollari di proventi attraverso la sua fondazione di beneficenza “Valkyrie Gives”, che ha la missione di aiutare a debellare il traffico di esseri umani sia raccogliendo fondi che aumentando la consapevolezza.

356 A Antartide

La Porsche 356 A fra le assolute protagoniste

Tutto è iniziato nel 2013 quando, all’età di 57 anni, la Brinkerhoff ha deciso di prendere parte al suo primo rally sulla lunga distanza ovvero la famosa e pericolosa Carrera Panamericana in Messico, un evento che ha completato per ben tre volte, giungendo prima di classe sia nel 2014 che nel 2016.

Da allora, lei e l’argentea Porsche 356 A (entrambe ora giunte ai 65 anni di età) hanno preso parte ad un set di competizioni davvero incredibile: dalla Targa Tasmania, ai Caminos del Incas, dalla Pechino – Parigi fino all’East African Classic. Per ragionare su tutti e sei i continenti rimaneva soltanto l’Antartide che, per una moltitudine di ragioni, ha rappresentato la sfida più grande di tutte.

I preparativi sono iniziati nell’estate del 2020, quando l’ingegnere ed esploratore estremo Kieron Bradley ha iniziato a rivedere l’auto appositamente per le condizioni polari. Ciò significava rimuovere il peso dove possibile per sostituire le normali ruote da strada con cingoli sull’asse posteriore e ampi sci su quello anteriore. Sono state inoltre aggiunti elementi utili ad alloggiare dei pannelli solari, insieme a speciali rinforzi e sospensioni per sostenere il carico extra degli ampi sci disposti davanti che svolgono un ruolo fondamentale nell’appianare la strada e indirizzare la Porsche 356 A nella giusta direzione.

356 A Antartide

Altre modifiche includevano un roll-bar saldato a TIG (Tungsten Inert Gas), compressore a bassa temperatura, cric utile per sollevare fino a quattro tonnellate e in grado di sollevare l’auto anche sulla neve più alta, verricello ancorato al telaio del motore e un indicatore di temperatura del cambio. L’auto è stata inoltre progettata per consentire a tutti gli occupanti di poter disporre dell’attrezzatura di sopravvivenza, dell’acqua e delle comunicazioni: nel caso di condizioni al limite, gli occupanti possono anche essere in grado di fuggire attraverso il lunotto.

La splendida Porsche è giunta in Antartide

La bellissima Porsche 356 A, che viene normalmente preparata e curata dalla Tuthill Porsche nel Regno Unito, è finalmente arrivata all’Union Glacier in Antartide all’inizio di dicembre per quella che doveva essere una partenza quasi imminente. Ma una combinazione di restrizioni globali legate alle desinenze della pandemia da COVID-19 (che avevano già riportato indietro il progetto di quasi due anni) miste a condizioni meteorologiche molto peggiori del solito, significavano che la squadra venisse investita da un ritardo di tre settimane nello stabilire il campo non avendo la possibilità di preparare il resto lungo il percorso. Di conseguenza, è stato deciso di completare la sfida di oltre 570 chilometri coprendo un percorso fino a 225 chilometri al giorno che avrebbe riportato l’equipaggio alla base alla fine di ogni sessione. In ogni caso, il maltempo e i molteplici contrattempi hanno costretto Renee Brinkerhoff a guidare ogni giorno per diverse ore alla volta.

“Non c’era modo di guidare velocemente, specialmente sul ghiaccio ricoperto di creste e spigoli vivi. A volte viaggiavamo a una velocità di 20 km/h per un’ora alla volta sulla neve piatta: a circa 50 km/h sembrava che stessimo volando. C’erano problemi infiniti. A un certo punto, le radio non funzionavano e ogni veicolo non sapeva dove fosse l’altro. È così disorientante, senza visibilità, senza punti di riferimento, senza tracce”

ha ammesso Renee Brinkerhoff.

356 A Antartide

Le condizioni estreme hanno previsto anche un consumo eccessivo di carburante, in accordo con alcuni blocchi dovuti alla formazione di ghiaccio anche nei filtri dell’aria: “abbiamo dovuto cambiare uno dei carburatori in una bufera di neve perché i getti erano pieni di ghiaccio”, ha aggiunto ancora Renee.

Un altro problema ha coinvolto anche il sistema di fissaggio degli ampi pattini anteriori distruttosi in più occasioni nell’area dei mozzi. Ma, dopo cinque giorni estremamente difficili, la Porsche 356 A dal cuore di leone ha completato i chilometri sufficienti per eguagliare il suo numero di modello, il che significa che l’insuperabile Brinkerhoff aveva raggiunto il suo obiettivo.

“Quello a cui sto davvero pensando ora, è riportarla all’Union Glacier il prima possibile. Considerato il rendimento che ha avuto questa settimana, mi piacerebbe provare a battere il record di guida fino al Polo Sud. Parliamo di una distanza di circa 1.138 chilometri mentre il tempo più veloce che qualcuno ha messo in pratica finora è di circa 39 ore. Con alcune semplici correzioni alla macchina, penso che potremmo batterlo”

ha aggiunto. E in qualche modo non rimane che cominciare a credergli.