Dieci razzi nel pianale e una cloche al posto del volante. Tesla ha presentato giovedì sera la Roadster di seconda generazione, e la parola “sportiva” le va decisamente stretta.
Sono passati nove anni dal prototipo rosso del 2017, quello dalle curve morbide. Di quell’auto resta poco. Il nuovo design è spigoloso, figlio diretto del linguaggio di Cybertruck e Cybercab, con fari nascosti e un abitacolo dominato da un grande schermo centrale. Lo sterzo è elettronico e collegato a una cloche, per chi nutriva dubbi sull’ambizione aeronautica del progetto.

Il pezzo forte, però, sta altrove. Grazie a dieci propulsori a gas freddo, derivati dalla tecnologia SpaceX, la Roadster è in grado di levitare. Sul palco ha fatto un looping, è rimasta sospesa a testa in giù, ha completato una capriola nel vuoto ed è atterrata sulle quattro ruote. Tesla ha anche promesso di estendere la tecnologia al resto della gamma, da Cybercab a Model 3. Resta da capire con quale utilità pratica.

La gamma Roadster si articola su tre versioni. La Performance è quella “normale”, la Thrust è un’edizione limitata con il motore a gas freddo montato dietro, la Rocket è accessibile solo su invito. Le prime due hanno due posti, mentre la Roadster del 2017 ne prometteva quattro. La Rocket ne avrà uno solo.

Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede meno di 1,6 secondi per la Performance, meno di 0,9 per la Thrust e meno di 0,59 per la Rocket. La Rocket supera i 370 km/h di velocità massima e tutte superano i 483 km di autonomia, probabilmente secondo il ciclo EPA americano. Sul resto, silenzio. Configurazione meccanica, capacità della batteria e tempi di ricarica non sono stati rivelati, così l’attenzione resta tutta sui razzi.

Da sottolineare la deportanza. Un sistema di ventilazione multimodale sigillato nel pianale aspira l’aria da sotto la vettura e crea una depressione tale, secondo Tesla, da tenerla “ancorata” anche da ferma. Ventole elettriche e spoiler attivi pensano al resto, cioè trazione e velocità in curva. Per alleggerire il tutto sono stati usati magnesio, titanio e fibra di carbonio.
Quanto alla strada, la versione Rocket sarà omologata per circolare? Probabilmente no. L’arrivo sul mercato è fissato per il 2028, ammesso che Tesla rispetti le scadenze, cosa che con la Roadster del 2017 non è successa. Intanto si può prenotare con 50.000 euro di acconto.
