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Tesla Roadster, fumo negli occhi: tecnologia obsoleta e cinque secondi di spinta

Tesla Roadster di seconda generazione: spinta a gas freddo per soli 5 secondi e rifornimento fino a 6 ore. Ecco cosa Musk non ha detto.
tesla roadster 2026

Il volo c’è, il carburante invece dura appena cinque secondi. Pochi giorni fa, Tesla ha presentato la seconda generazione della Roadster, sette anni dopo l’annuncio, e Elon Musk ha fatto quello che gli riesce meglio, spettacolo. L’auto, si è visto in mille videoclip, guida a testa in giù, ruota a mezz’aria e brucia lo 0-100 in meno di un secondo. A far notizia, adesso, è quello che sul palco non è stato detto.

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Lo ha detto Lars Moravy, vicepresidente dell’ingegneria dei veicoli. La Roadster Thrust ha circa cinque secondi di spinta prima di restare a secco, e per ripartire servono da due a sei ore di rifornimento. Cinque secondi di gloria, mezza giornata di panchina.

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I propulsori sono a gas freddo, rilasciano gas pressurizzato attraverso degli iniettori e lo sparano all’indietro, così l’auto accelera senza chiedere più aderenza alle gomme. Nella Thrust i propulsori posteriori sono quattro, alimentati da un serbatoio da 200 litri dietro l’abitacolo, che si mangia lo spazio dei bagagli. La Rocket ne conta dieci, compresi quelli che servono a decollare e a sterzare in aria.

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Tre versioni, quindi, la Performance parte senza propulsori e tiene il bagagliaio spazioso. La Thrust, in edizione limitata, aggiunge i quattro posteriori. La Rocket, solo su invito, porta il kit completo e sacrifica il sedile del passeggero per un secondo serbatoio da 400 litri, diventa una monoposto da 600 litri totali. I cinque secondi e le ore di rifornimento, però, valgono per il serbatoio da 200 litri della Thrust, non per questa configurazione.

C’è una grossa contraddizione. Secondo Moravy il serbatoio si riempie con azoto ad alta pressione da un’unità esterna, e Tesla punta a scendere sotto i 30 minuti. Un pit stop ogni volta che si usa il turbo. Musk, sul palco, aveva invece sostenuto che l’auto si rifornisce da sola pescando aria, senza gas speciali. L’intervista di Moravy era stata registrata prima dell’evento, quindi forse uno parlava del sistema attuale e l’altro di quello futuro.

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Le ventole di aspirazione sono un capitolo a parte. Sono elettriche, alimentate dalla batteria, e risucchiano aria da sotto la vettura per tenerla incollata al suolo anche da ferma. Ecco perché si può guidare a testa in giù, e perché questa deportanza non sparisce quando l’aria compressa finisce. Quanto possano lavorare, e quanto servano per ricaricarsi dopo, non è dato sapere.

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I preordini sono aperti sul sito spagnolo di Tesla: acconti da 50.000 euro per la Roadster Performance e da 250.000 per la Thrust. Chi sceglie la Thrust pagherà per pochi secondi di spinta, seguiti da ore di attesa e da un impianto a azoto ad alta pressione che nella tua officina di fiducia difficilmente troverai. Prezzo finale, rifornimento e omologazione restano nel vago.

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