Per la nuova Lancia Gamma il verdetto dell’andamento di mercato odierno è arrivato sotto forma di un rinvio al 2027. Il piano originale, quel sogno un po’ integralista di un’ammiraglia 100% elettrica, si è dovuto scontrare con la dura concretezza del mercato e delle tasche dei consumatori. Quasi certamente, bisogna fare marcia indietro, o meglio, aggiungere spazio sotto il cofano per i motori ibridi. Si sapeva, lo si è detto da tempo, ora serve tempo. Altro tempo.
Questo cambio di rotta in corsa ha inevitabilmente spostato le lancette dell’orologio, ma i “cacciatori di scoop” non dormono e hanno già pizzicato i prototipi della futura ammiraglia italiana tra i ghiacci del nord della Svezia.

Nonostante il camouflage studiato per confondere le idee, la silhouette non mente più. La Lancia Gamma sarà un SUV coupé. Una scelta che i puristi potrebbero digerire con un filo di amaro in bocca, ma che rappresenta l’ennesimo tentativo di Stellantis di infilarsi in quel segmento di “lusso accessibile” dove le cugine DS N°7 e N°8 già provano a farsi notare, faticosamente.
Con una lunghezza di circa 4,80 metri, la Gamma proverà a evocare lo spirito della sua antenata degli anni Settanta, ma con le ruote alte e un tetto che scende veloce verso la coda, cercando di nascondere la sua natura da fastback sotto falsi rilievi applicati alla carrozzeria.

Sotto il vestito, la sostanza è quella della piattaforma STLA di Stellantis, un grande gioco di incastri tecnologici che vedrà la luce nello stabilimento di Melfi. Se da un lato l’elettrico promette autonomie fino a 700 km con versioni da 230 a 245 CV, è sul fronte termico che si gioca la partita della sopravvivenza. La Gamma attingerà a piene mani dallo scaffale del gruppo, offrendo versioni mild-hybrid da 145 CV e plug-in da 195 CV.
La provocazione, e forse l’ultimo atto di fede, sta nell’uso del marchio HF Integrale per la variante elettrica top di gamma da 350 CV a trazione integrale. Scomodare un nome che ha fatto la storia del rally per un SUV elettrico destinato a sfidare l’Alpine A390 è una mossa audace, quasi spericolata. Nel 2027, i clienti cercheranno ancora l’anima di un brand o semplicemente l’ennesima interpretazione di una piattaforma condivisa?
