Lancia oggi è un marchio che sembra impegnato nell’arte della sopravvivenza estrema, un’entità ridotta all’osso che respira grazie al polmone artificiale di Stellantis. Diciamolo con lucidità: quello che resta della gloria torinese è appeso al destino della nuova Lancia Ypsilon, assemblata a Saragozza.
Intendiamoci, la Ypsilon ha il pregio enorme di esistere fisicamente, merce rara per un brand che negli ultimi dieci anni ha collezionato più slide che modelli in concessionaria, ma nasce da una base tecnica “affollata”. La piattaforma modulare CMP è ormai una sorta di “condominio” automobilistico. Ci trovi dentro Fiat 600, Alfa Romeo Junior, Jeep Avenger, Opel Corsa, Peugeot 208 e DS 3 Crossback. Una famiglia numerosa e fin troppo promiscua per chi cerca ancora l’esclusività del marchio nobile.
In questo scenario industriale, spunta un nome che fa tremare i polsi ai puristi: Lancia Fulvia. Stellantis ha ufficialmente depositato il marchio presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale, ormai diversi mesi fa. Un atto burocratico che basta a scatenare l’inferno nei ricordi di chi ha amato l’originale del 1963, quella berlina e coupé con il motore V4 e il carattere di chi non doveva chiedere il permesso a nessuno.

Dopo i tentativi sbiaditi di Beta e Trevi, il vuoto pneumatico è stato riempito solo dalla fantasia dei designer digitali. L’ultimo rendering di capriotti_cardesign ci sbatte in faccia una Fulvia roadster a due porte che, al netto di un frontale ancora troppo imparentato con la Ypsilon, propone un posteriore decisamente a fuoco.
L’idea sulla carta regge, una roadster compatta che punta il mirino dritto sulla Mazda MX-5. Per sfidare i giapponesi e non sembrare l’ennesima operazione nostalgia senz’anima, servirebbe un motore con carattere, un cambio manuale vero e la trazione posteriore. Tutte cose che, nel 2026, suonano come un manifesto romantico fuori tempo massimo.

Se una nuova Fulvia arriverà, è quasi certo che dovrà piegarsi alla solita architettura di gruppo, diventando l’ennesima variazione sul tema elettrico o ibrido. Sperare nell’autenticità meccanica, con una Lancia ridotta a ombra di se stessa, richiede una dose massiccia di ingenuità.
