Lancia Flaminia a bio-benzina, uno storico V6 può diventare green

La Lancia Flaminia GT Coupé Touring sfida l’Italia in un test-drive da 10.000 km alimentato a bio-benzina con il programma Net-Zero Classic.
Lancia Flaminia a bio benzina Lancia Flaminia a bio benzina

Anche se qualcuno vorrebbe istantaneamente un mondo popolato esclusivamente da pesantissimi elettrodomestici a quattro ruote, c’è chi prova a salvare l’anima dell’automobilismo con qualche idea decisamente più economica e pratica. Parliamo di ciò che sta affrontando, incredibilmente, una Lancia Flaminia GT Coupé Touring, un capolavoro di eleganza del 1967 che non ha alcuna intenzione di finire sotto una teca di vetro.

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Perché parliamo di un’auto classica? Ebbene, l’ASI (Automotoclub Storico Italiano) ha deciso di farle fare il “lavoro sporco”, si fa per dire, trasformandola in una cavia d’eccezione per un’impresa che sembra una sfida al pensiero unico. Ecco dunque un road-tour da Torino a Palermo alimentato esclusivamente a bio-benzina di seconda generazione.

Lancia Flaminia a bio benzina
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Non è una passeggiata di salute per collezionisti, ma un test-drive di lunga durata da 10.000 chilometri totali. Lo scopo è semplicemente quello di dimostrare che il futuro del motorismo storico non passa per la rottamazione, ma per i carburanti green.

Il programma ASI Net-Zero Classic mette sotto i riflettori questa aristocratica granturismo spinta da un V6 da 2.8 litri e 150 cavalli, nutrita da tre carburatori doppio corpo che, invece della benzina tradizionale, bruceranno biocarburante.

I primi riscontri sono anche sorprendenti. La funzionalità è ottima, i consumi restano invariati e, soprattutto, non serve alcuno stravolgimento meccanico. È la quadratura del cerchio: abbatti le emissioni nocive, azzeri quasi del tutto il bilancio netto di CO2 e mantieni il ruggito originale.

Lancia Flaminia a bio benzina
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La Flaminia affronterà l’Italia in sette tappe, facendo rifornimento presso i club federati, dato che questa bio-benzina non è ancora disponibile alla pompa del benzinaio sotto casa. Ma il punto è proprio questo: provare empiricamente che queste nuove benzine, totalmente mixabili con quelle fossili, possono garantire la sopravvivenza di un patrimonio culturale senza emissioni di colpa.

Prima di partire, il motore è stato riportato in condizioni praticamente pari a nuovo. Al ritorno, verrà smontato vite dopo vite per vedere se la bio-benzina ha lasciato “cicatrici”. Se, come suggeriscono le università coinvolte, i dati confermeranno l’assenza di usura, avremo la prova definitiva che la sostenibilità può avere un sapore diverso da quello della sola batteria al litio.