Le consegne di Maserati in calo, ma c’è uno spiraglio

In casa Maserati il secondo trimestre di questo 2018 non ha portato risultati incoraggianti. Il dato dice che le consegne sono calate del 41% rispetto a quelle registrate nello stesso periodo dell’anno precedente. All’origine del dato ampiamente negativo insiste un calo del 69% nelle vendite del mercato cinese. Se nel primo semestre 2017 le Maserati consegnate in Cina erano 25.000 nello stesso semestre del 2018 sono state 17.200.

Tuttavia la situazione non sembra particolarmente positiva nemmeno su altri mercati visto che il calo si registra anche negli Stati Uniti con una progressione negativa del 16,3% tra il 2017 e il 2018. Nella zona EMEA invece il calo del secondo semestre è pari al 23%.

Se tali numeri portano dritti allo sconforto, pare che nell’idea di Mike Manley, nuovo capo di FCA, non ci sia tutta questa preoccupazione. D’altronde l’ottimismo mostrato ha una spiegazione reale; visto che il governo cinese ridurrà dal 25% al 15% le tasse doganali, molti concessionari hanno posticipato gli ordini per beneficiare così del nuovo regime tariffario.

Pare chiaro che questa situazione va ad incidere anche sull’intero ciclo produttivo visto che la produzione della Levante a Torino pare sia già rallentata. Pare pure che la produzione ridotta sia stata già una decisione presa ancora prima dell’uscita dei risultati citati qui sopra.

Il bilancio preventivo per il prossimo dicembre dice 50.000 consegne di nuove Maserati mentre il traguardo delle 100.000 consegne è stato fissato per il 2022. Seppure la previsione possa sembrare particolarmente ottimistica, c’è da dire che si basa sulla nuova gamma in arrivo nei prossimi anni.

I nuovi modelli sono una suv di dimensioni inferiori rispetto alla Levante e la nuova versione della Alfieri, che andrà a sostituire la Gran Turismo, in versione full electric con sistema a 800 Volt e ibrida plug-in. Entro il 2022 subiranno interventi anche la Levante, la Ghibli e la Quattroporte.

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