A luglio 2026 il marchio cinese ha consegnato 101.267 veicoli in tutto il mondo, diventando la prima startup automotive della Cina a superare questa soglia in un singolo mese. Per Leapmotor non è semplicemente un traguardo simbolico.
Il dato da solo basterebbe a fare notizia. Quello che colpisce davvero è però la traiettoria dei risultati di Leapmotor. Luglio è stato il quinto mese consecutivo in crescita rispetto al precedente: a giugno le consegne si erano fermate a 93.376 unità, un mese dopo ne sono arrivate quasi ottomila in più, con un incremento dell’8,45%. Rispetto a luglio 2025, il volume è praticamente raddoppiato, più 102 per cento esatto.

Nei primi sette mesi dell’anno Leapmotor ha consegnato complessivamente 457.754 veicoli, il 68,42% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Sono numeri che descrivono in modo cristallino una crescita strutturata.
Dietro c’è anche una gamma che si sta allargando a ritmo sostenuto. A giugno sono stati presentati gli aggiornamenti dei SUV C10, C11 e C16, insieme al D99, il primo monovolume mai costruito dall’azienda. A luglio è toccato alla berlina B01 e al SUV B10, entrambi proposti in nuove configurazioni, incluse versioni a lunga autonomia basate su architettura a 800 volt. Meno tempo alla colonnina, più appeal su un mercato dove la ricarica rapida è già un punto forte per la vendita.

Nel frattempo, Leapmotor ha aperto in Cina i preordini della A05 (B03 in Europa), una compatta elettrica pensata per entrare in uno dei segmenti più affollati e competitivi del mercato locale. Prezzo, autonomia, dotazioni: è qui che si gioca la partita per conquistare volumi.
Oltre 100mila unità in un mese era, fino a poco tempo fa, un territorio riservato ai costruttori affermati. Leapmotor ci è arrivata in anticipo rispetto a qualunque previsione ragionevole. Quanto velocemente le case tradizionali riusciranno ad accorgersene e a prendere “contromisure”?
